Nella serata di lunedì 29 giugno 2026, poco dopo le 22.30, Raffaele Stipa, titolare della storica pizzeria Yoghi in via Gran Sasso d’Italia a Reggio Emilia (zona sud della città, quartiere Rosta Nuova, vicino all’ospedale), è stato ucciso a coltellate da un cliente abituale. La vittima, originaria di Capo d’Orlando in provincia di Messina e sulla sessantina, viveva da decenni a Reggio Emilia e gestiva il locale da circa vent’anni insieme alla sorella Antonella.
Mentre preparava una pizza, l’uomo ha negato l’ennesima consumazione gratis al cliente ("Te ne ho già offerte tre, ora basta"). Secondo alcune ricostruzioni, il rifiuto sarebbe arrivato anche dopo il richiamo per un debito di circa 20 euro. Il cliente, uno straniero di circa 50 anni, ha estratto un coltello, ha scavalcato il bancone e lo ha colpito ripetutamente, ferendolo mortalmente anche alla gola. Antonella Stipa, intervenuta coraggiosamente per difendere il fratello, è stata gravemente ferita ed è ricoverata in condizioni serie all’ospedale Santa Maria Nuova.
L’aggressore è fuggito a piedi, ma è stato rintracciato e arrestato nella notte dalla Polizia. Si tratta di un uomo italiano di 43 anni con precedenti per droga. Questo tragico episodio si inserisce in un contesto più ampio di episodi di violenza contro esercenti e operatori del settore della ristorazione. In Italia non sono rari casi di aggressioni legate a richieste di sconti, mancati pagamenti o rifiuti di consumazioni gratuite, soprattutto in esercizi a basso margine come pizzerie d’asporto. Nelle province emiliane e in altre regioni si sono registrati in passato litigi degenerati, minacce con armi da taglio o aggressioni ai danni di baristi e pizzaioli, spesso compiute da persone con precedenti o in stato di alterazione.




