Gennaro Cassese, ex-comandante dei carabinieri di Vigevano che guidò gran parte delle indagini sul delitto di Garlasco, è finito nei guai. Indagato con l’accusa di false informazioni ai pubblici ministeri dopo la deposizione resa ai pm pavesi lo scorso 27 giugno 2025. Le sue ricostruzioni, lacunose, sono state completamente stravolte dalla ricostruzione fatta dai colleghi di Milano. Profilo alto quello di Cassese, al punto di meritare il grado di colonnello. Ebbene, sono state rilevate alcune incongruenze, riscontrate nei verbali delle sommarie informazioni raccolte nei giorni dopo all’omicidio di Chiara Poggi, rispetto alle quali Cassese avrebbe mentito, stando alle accuse che gli sono state mosse.
A Quarta Repubblica, talk di approfondimento di Rete 4 condotto da Nicola Porro, viene mostrato il filmato di quella deposizione, in cui il colonnello si trincera dietro molti “non ricordo”. Il pm, nell’interrogarlo, subito si spazientisce: “Lei può fare tutte le ipotesi che vuole, però io non ho interesse a raccogliere le sue ipotesi. Noi stiamo in un talk show, capisce? Lei in televisione rilascia delle dichiarazioni e fa delle valutazioni. Questo invece è un procedimento penale, le ricordo che lei non solo ha l'obbligo di dire la verità, ma anche di non essere reticente davanti al pubblico ministero”. Dopo la ramanzina, l’interrogatorio prosegue: “Si ricorda che altro è successo quel giorno?”. Cassese scuote la testa e nega: “No. Ogni giorno avevamo a che fare con tanti testimoni. Non riesco a collocare che giorno con questi”. Il pm, allora, prosegue: “Le è mai capitato che qualcuno si sentisse male durante una verbalizzazione?”.
Garlasco, la camminata di Stasi: la consulenza dei Poggi riscrive l'omicidio
Una nuova consulenza tecnica presentata in esclusiva a "Quarto Grado" (Rete 4) riaccende i dubbi sulla dinamic...Ancora Cassese è vago: “Non lo ricordo, dottore, però non c'era una visione chiara di qualcuno che si sia sentito male e che sia stato chiesto qualche intervento”. Il pm, allora, provocatoriamente insinua: “Lei ha avuto qualche malattia? Qualcosa che dia una ragione di un deficit patologico di memoria?”. Cassese nega ancora: “Io? Ah, no, no. Però chiedo scusa, dottore, se lei mi fa la domanda se ho carenze di memoria e vogliamo parlare di questa famosa ambulanza che ho sentito, non so se ci sono dopo 18 anni. Basta vedere sul registro nostro, della centrale, se c'è stata questa ambulanza. Io non me lo ricordo”. Il pm perentorio: “L'ambulanza ci sta”.




