Tutti i componenti di opposizione della commissione di Vigilanza Rai hanno rassegnato le dimissioni. Il passo indietro riguarda, quindi, tutti i membri della bicamerale di M5s, Pd, Iv e Avs. Una decisione che segue il lungo stallo che investe la Vigilanza da oltre un anno, con la maggioranza che ha deciso di disertare buona parte dell'attività ordinaria non avendo mai incassato aperture dall'opposizione per la ratifica di Simona Agnes a presidente della Rai.
"Oggi ho consegnato ai presidenti del Senato e della Camera le mie dimissioni da Presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai", ha scritto su Facebook Barbara Floridia, ormai ex presidente della Vigilanza Rai. "È una decisione sofferta ma necessaria e inevitabile. Ho dovuto prendere atto che restare e denunciare non è servito. Non mi resta che dare un segnale forte dinanzi all'arroganza e all'uso spregiudicato che questa maggioranza fa delle istituzioni e delle Commissioni parlamentari. Sento vivo dentro di me l'onore e la disciplina che si devono al ruolo che rappresento, per queste ragioni non posso restare a guardare impotente", conclude.
Bando Rai, da politica appello bipartisan per pari opportunità agenzie di stampa
ROMA (ITALPRESS) – Continua a fare discutere il bando di “Gara europea a procedura aperta, articolata in 7 l...Come riporta il Corriere, a fine maggio la commissione aveva indetto una riunione, per scongiurare il prolungato sciopero della fame di Roberto Giachetti, ma i dossier principali erano rimasti congelati. Inoltre, la maggioranza continua a negare la possibilità di audizioni che non siano quelle del ministro della Cultura, Alessandro Giuli, e del responsabile della vendita degli immobili Rai.
I commissari hanno spiegato le motivazioni dietro la loro decisione in una lettera inviata ai presidenti: "La decisione è stata assunta come estrema ratio di fronte al punto di non ritorno in cui si trova oggi la Commissione parlamentare", scrivono. Quella degli ultimi anni è "L’idea di una RAI 'pertinenza' di una maggioranza, e non come bene comune dei cittadini". Dunque, concludono, "non è più possibile restare in Commissione in quanto è venuta meno proprio la parola 'vigilanza'. Un organismo svuotato, incapace di esercitare il proprio ruolo di garanzia, è di fatto diventato complice del declino della più grande azienda culturale del Paese".
Dopo le opposizioni, sono arrivate le dimissioni anche dei membri della maggioranza. “Anche noi, come le opposizioni, ci dimettiamo dalla Commissione di Vigilanza Rai che è stata occupata, sequestrata e strumentalizzata in maniera irresponsabile dalla sinistra - hanno dichiarato i componenti di centrodestra della Commissione Vigilanza sulla Rai -. Questa ha sfruttato cinicamente la legge sulla Rai, che prevede una maggioranza a 2/3 per eleggere il Presidente, che noi in questi mesi stiamo cercando di cambiare. È anomalo, infatti, che il Presidente della Rai dopo un certo numero di votazioni non possa essere eletto a maggioranza, eventualità che invece è prevista perfino per la carica di Presidente della Repubblica. E le opposizioni, appunto, hanno sfruttato in maniera vergognosa questa legge, impedendo così alla Rai di avere un Presidente nonostante sia stato designato già da tempo dallo stesso Cda della Rai".
Cosa accadrà ora? Lo ha spiegato il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri: "I presidenti La Russa e Fontana faranno delle valutazioni. Del resto, la paralisi è colpa della sinistra e della sua pregiudizievole opposizione alla designazione della Agnes, persona indipendente dai partiti, mentre la minoranza di centrodestra anni fa accettò Petruccioli, e fu un ottimo presidente della Rai". E ancora: nel mondo "c’è una classifica di importanza di ciò che succede. Sono sempre i palinsesti che dettano la vita delle persone. Domani la Rai presenta i suoi palinsesti: ecco, loro hanno voluto far parte dei palinsesti".
I regolamenti parlamentari prevedono che, in caso di dimissioni, i commissari vengano sostituiti con le stesse modalità con cui erano stati nominati. E non sono ammesse sostituzioni temporanee. In sostanza, quindi, spetta ai gruppi parlamentari interessati indicare i nuovi componenti. A quel punto i presidenti di Camera e Senato formalizzeranno le nuove nomine. In attesa che questo avvenga, come procederanno ora i lavori della Commissione? Al momento è probabile un ulteriore rallentamento o una sospensione delle attività fino alla ricostituzione della Commissione. Di conseguenza, resteranno congelate le attività di indirizzo, controllo e audizione finché non sarà ristabilita una governance pienamente funzionante.




