Flavio Cobolli esce da Wimbledon con addosso ancora tutta la tensione di una partita che, più che un match, è stata una maratona mentale e fisica durata due giorni. Il successo contro Mariano Navone arriva al termine di una sfida interrotta per oscurità e ripresa il giorno successivo, con l’azzurro capace di completare una rimonta pesantissima dopo aver annullato sei set point nel quarto parziale.
Il punteggio finale racconta solo in parte quello che è successo in campo: 1-6, 7-6, 6-3, 7-6. Una vittoria costruita tra nervi saldi e resistenza, che gli vale l’accesso al turno successivo contro Duckworth e che si candida già tra le rimonte più significative di questo Wimbledon. Ma il momento più particolare arriva subito dopo, davanti al microfono a bordo campo. Cobolli è ancora dentro la partita, la scarica di adrenalina non si è spenta e l’intervista si trasforma in una sequenza quasi surreale: “Due giorni per finire la partita — dice subito, ancora incredulo — adesso sto odiando totalmente la mia vita. Devo sempre correre e lottare”.
Flavio Cobolli, il gesto a Jannik Sinner che spiega molte cose
In questi minuti Jannik Sinner sta per scendere in campo per il secondo turno di Wimbledon contro il portoghese Nuno Bor...Provando a tornare più lucido, Cobolli aggiunge: “In questo momento sono solo felice di essere al secondo turno dopo aver giocato contro un tennista incredibile — ha aggiunto — Non è mai facile tornare in campo dopo una notte in cui non si riesce a riposare molto per la tensione. Venire da una finale del Slam non è facile soprattutto per me perché non mi aspettavo di arrivarci. Adesso devo abituarmi a queste nuove situazioni e credo di averlo fatto anche dopo aver perso il primo set contro Navone”.
Jannik Sinner, "perché gli manca Alcaraz": Schiavone, voce pesante
A Wimbledon si sente anche l'assenza di Carlos Alcaraz. Non solo per il pubblico, ma anche per Jannik Sinner. Ne &eg...La tensione però resta altissima e si traduce in altre battute a caldo: “Ora voglio solo rompere qualcosa — ha detto sarcasticamente Cobolli sottolineando come fosse ancora in piena trance agonistica — Non riesco a smettere di muovere i piedi. Vedi? Devo colpire qualcosa, credo che colpirò mio padre”. La giornalista lo incalza un’ultima volta: “Hai intenzione di colpire tuo padre?”. E lui rilancia, senza perdere il filo ironico del momento: “Assolutamente. La prima persona che colpirò, non so ancora con cosa. Domani (oggi, ndr) vedrete se avrà un livido in faccia”.




