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4 Di Sera, colpo di calore per Stefano Bonaccini: si trova tutti contro

Il dem ha la faccia tosta di ammettere che sulla svolta verde, forse, si è esagerato. Buon risveglio. Che però nello studio di "4 di Sera" paga a caro prezzo
di Claudio Brigliadorigiovedì 2 luglio 2026
4 Di Sera, colpo di calore per Stefano Bonaccini: si trova tutti contro

2' di lettura

Aggràppati al Green Deal. Stefano Bonaccini, nome forte del Partito democratico all’Europarlamento, ha la faccia tosta di ammettere (dopo anni e anni in cui i dem hanno governato - non da soli - l’Ue) che sì, forse sulla svolta verde si è esagerato. Buon risveglio, al prezzo di un intero settore, quello dell’automotive, praticamente spappolato dalle folli politiche ideologiche totalmente pro-elettrico. Per non parlare poi delle spese che travolgeranno i cittadini. «Penso sia sacrosanto, sia l’obiettivo e la transizione necessaria - premette l’ex governatore dell’Emilia Romagna ospite di 4 di Sera su Rete 4 -, però io penso che sia stato fatto un errore: andava fatto per gradi e soprattutto il Green Deal avrebbe avuto bisogno e avrebbe bisogno di un po’ più di incentivi e un po’ meno di sanzioni e regolamentazioni. Perché è evidente che nelle nostre città chi ha l’auto che inquina sono le persone più povere o comunque quelle che non hanno un conto corrente di un certo tipo e se noi non garantiamo a coloro di poter sostituire l’auto con un incentivo importante, il rischio è che saranno quelli penalizzati e penseranno che l’élite, cioè tutti noi qui in Europa o nei vari governi dei 27, facciamo le misure per noi o per chi se lo può permettere. L’Unione Europea deve provare a correggere e dare un po’ di differenziazione, ma con un obiettivo però che non può essere messo in discussione ogni volta. La transizione è giusta, ma bisogna che troviamo la compensazione per non perdere posti di lavoro e in ogni caso procedere con più incentivi».

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Un bel cortocircuito, in giorni in cui si parla di caldo africano. «Abbiamo rafforzato dei sistemi di allerta che coinvolgono i comuni, le ASL, ho pagine intere su quello che fa questo Governo per l’emergenza a medio e lungo termine, ma non vi posso annoiare su questo - commenta Elisabetta Gardini, deputata di Fratelli d’Italia, in collegamento -. Mi meraviglia molto che la sinistra che critica il piano di adattamento ai cambiamenti climatici. Il rapporto ISPRA ci dice che dal 2022 al 2025 l’Emilia-Romagna è passata dall’essere la terza regione per consumo nuovo di suolo a prima regione. Quando ci sono le alluvioni in Emilia-Romagna, prima di pensare che andando con la macchina elettrica che poi porta i soldi alla Cina si abbassano le temperature e non ci sono più le alluvioni, facciano le opere che devono essere fatte e non consumino il suolo diventando in tre anni la prima regione, perché così i fatti parlano chiaramente. Il cambiamento climatico sembra a volte per loro un alibi per non fare quelle azioni che andrebbero fatte per mettere in sicurezza i territori, come stiamo vedendo anche con la commissione d’inchiesta sul rischio idrogeologico».

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