Libero logo

Rifiuti, cassonetti puzzolenti troppo vicini a casa? Come ottenere un risarcimento

venerdì 3 luglio 2026
Rifiuti, cassonetti puzzolenti troppo vicini a casa? Come ottenere un risarcimento

2' di lettura

La collocazione dei cassonetti per la raccolta dei rifiuti può avere conseguenze giuridiche quando odori e rumori superano la soglia della normale tollerabilità. Lo chiarisce la Corte d'Appello di Firenze con la sentenza n. 2195/2026, che ha riconosciuto il diritto al risarcimento a una proprietaria costretta a convivere con cinque cassonetti posizionati a pochi metri dalla finestra della camera da letto.

La donna, come scrive Brocardi.it, aveva denunciato un fetore persistente, rumori notturni dovuti al conferimento dei rifiuti e disturbi causati dalle operazioni di raccolta all'alba, con un significativo peggioramento della qualità della vita domestica. In primo grado la domanda era stata respinta, ritenendo che i cassonetti fossero collocati su suolo pubblico. In appello, però, è stato accertato che i contenitori si trovavano in un'area privata condominiale, rendendo applicabile la disciplina sulle immissioni prevista dall'articolo 844 del Codice civile.

Condominio, la sentenza storica: quali lavori non devi più pagare

Nel mondo dei condomini, una delle questioni più frequenti riguarda la gestione dei beni e degli impianti che non...

La Corte ha inoltre ribadito che il superamento della soglia di tollerabilità può essere dimostrato anche senza misurazioni scientifiche, attraverso testimonianze e una valutazione complessiva delle condizioni dei luoghi. Nel caso concreto, le deposizioni hanno confermato la presenza di odori insopportabili, la necessità di tenere le finestre chiuse e i disagi provocati dall'utilizzo dei cassonetti nelle ore notturne. Responsabili del danno sono stati ritenuti sia il condominio, proprietario dell'area e in grado di modificare la collocazione dei contenitori, sia la società incaricata della raccolta dei rifiuti, custode dei cassonetti e responsabile della loro gestione. La Corte ha ripartito la responsabilità in misura paritaria, con il 50% a carico di ciascun soggetto.

Auto, nuove luci per gli stop da luglio: ecco cosa cambia

Dal prossimo 7 luglio cambierà un dettaglio destinato a diventare familiare sulle strade europee: nelle auto di n...

Pur riconoscendo anche un danno alla salute, accertato con consulenza medico-legale, i giudici hanno ridotto il risarcimento da circa 55 mila a 15 mila euro, ritenendo eccessiva la liquidazione stabilita in primo grado rispetto all'entità dell'invalidità temporanea e alla durata del pregiudizio. La sentenza conferma che la gestione dei rifiuti, pur rispondendo a esigenze di interesse pubblico, non può compromettere il diritto dei cittadini a vivere in condizioni di normale vivibilità all'interno della propria abitazione.