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OPINIONE

Coraggio Rai, ferma Ranucci

di Alessandro Sallustigiovedì 9 luglio 2026
Coraggio Rai, ferma Ranucci

2' di lettura

Domenica sera il bel faccione di Sigfrido Ranucci tornerà a intrattenere i telespettatori di Rai3, appuntamento in prima serata a partire dalle 21,20 con “Report estate”, concentrato del meglio (si fa per dire) della stagione appena conclusa.

Già il fatto che la Rai offra delle repliche in prima serata è cosa che lascia perplessi sullo stato di salute della tv pubblica, che lo faccia con inchieste giornalistiche (anche questo si fa per dire) imbastite da un giornalista al centro di una opaca storia di cronaca nera a sfondo politico è quantomeno bizzarro. Per molto meno – a volte basta una battuta scorretta – viale Mazzini ha sospeso in via cautelativa fior di giornalisti e conduttori.

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Il problema non è se e quanto Ranucci fosse al corrente del piacere (una bomba sotto casa) che Valter Lavitola ha inteso fargli per meglio lanciarlo nell’olimpo della politica, la questione è che Ranucci si è vantato della stretta amicizia con Lavitola, uno dei più grandi mestatori, estorsori e imbroglioni (il certificato penale parla chiaro) apparsi sulla scena pubblica negli ultimi anni. Chi può escludere con matematica certezza che oltre a essere il probabile mandante dell’attentato, Lavitola non possa aver provato a essere il suggeritore occulto di altre “bombe”, quelle mediatiche esplose – il più delle volte a salve - nel salotto di Report?

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Ecco, da utente del servizio pubblico pretenderei che questo venisse escluso in modo chiaro e definitivo dall’indagine in corso, ne va dell’autorevolezza e della credibilità oltre che del già discusso conduttore dell’intera Rai. Perché altrimenti a ogni puntata di Report mi verrebbe naturale chiedermi chi sia lo sceneggiatore di ciò che sto vedendo (anche in replica), quello che appare nei titoli di coda o il pregiudicato “caro amico” e abituale frequentatore del conduttore?

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E soprattutto mi aspetterei che la Rai, invece di proporre repliche, imponesse a quelli di Report di preparare una accurata inchiesta per spiegare agli italiani che cosa sia successo, le amicizie spericolate dei suoi giornalisti, i guai giudiziari che riguardano i loro collaboratori a partire da quelli del commercialista Gaetano Bellavia. Il servizio pubblico deve avere trasparenza e coraggio, anche quello di dire basta, in attesa di chiarimenti, a una trasmissione coinvolta in un grave caso, non importa se suo malgrado, di depistaggio pubblico e politico.