Lo scioglimento del Comune di Castellammare di Stabia per infiltrazioni camorristiche ha scatenato una violenta resa dei conti all’interno del Partito democratico. L’ex sindaco Luigi Vicinanza ha rotto gli equilibri e lanciato pesanti accuse contro i vertici nazionali e regionali del Pd. Vicinanza respinge ogni responsabilità politica e sostiene di essere stato abbandonato dal suo stesso partito dopo la decisione del governo. "Io sono stato lasciato solo e questa città è stata vittima di una lotta interna al Pd", ha dichiarato.
Secondo l’ex primo cittadino, le liste civiche contestate furono approvate e firmate dal partito, con il via libera dell’allora commissario regionale e dell’attuale segretaria nazionale Elly Schlein. "Se non erano convinti, potevano negare il simbolo del Pd alle elezioni", ha aggiunto.
Schlein-Conte, disastro assoluto: "Salta tutto anche a Padova"
Dopo la manifestazione di Napoli, il cosiddetto campo largo deve fare i conti con un nuovo fronte di scontro interno, qu...L’affondo colpisce duramente anche l’eurodeputato Sandro Ruotolo, ex capolista del Pd alle comunali. Vicinanza gli chiede conto dei voti ottenuti a Castellammare: "Erano buoni per le comunali ma non lo erano più dopo che è stato eletto?". Le tensioni interne al centrosinistra hanno offerto il fianco agli attacchi di Fratelli d’Italia. Il ministro Gennaro Sangiuliano ha definito il Pd "l’epicentro del sistema" a Castellammare come a Torre Annunziata, mentre il senatore Sergio Rastrelli ha accusato i dem di aver prima sostenuto l’amministrazione e poi abbandonato "pavidamente un sindaco perbene". Da vicenda amministrativa locale, lo scioglimento si è così trasformato in un caso politico nazionale, evidenziando le profonde divisioni nel Pd e aprendo una fase di duri scontri interni destinati ad avere ripercussioni ben oltre i confini della città stabiese.




