Libero logo

Luca Esposito, "la prostituzione ci distoglieva dalla preghiera": parla il killer

di
Libero logo
martedì 28 luglio 2026
Luca Esposito, "la prostituzione ci distoglieva dalla preghiera": parla il killer

2' di lettura

"La prostituzione ci distoglieva dalla preghiera": il tunisino 26enne Ridha Rahmouni, reo confesso dell'omicidio del giornalista 53enne Luca Esposito, ha giustificato così il suo gesto ai carabinieri. Il cronista sportivo è stato dato alle fiamme nella notte tra il 18 e il 19 luglio a Eboli. Secondo la ricostruzione dell'indagato, Esposito avrebbe cercato di avere incontri sessuali a pagamento con lui e con altri giovani nordafricani della zona. Una situazione che, secondo il ragazzo, musulmano praticante, avrebbe spinto molti dei suoi connazionali in stato di necessità a commettere "atti impuri".

Gli inquirenti sono riusciti a risalire a Rahmouni grazie alle celle telefoniche, che collocavano i cellulari della vittima e dell'indagato nella stessa area, in località Cioffi, proprio dove sono stati trovati l'auto e il corpo semi-carbonizzato della vittima. Poi i contatti tra di loro si sarebbero interrotti subito dopo l'ora del delitto. Le immagini della videosorveglianza, inoltre, avrebbero confermato quel loro ultimo incontro: si vedrebbe un'auto, quella di Esposito, affiancata da un uomo in bicicletta. Nessun dubbio sul coinvolgimento di Rahmouni per via delle impronte digitali isolate dagli investigatori direttamente sul portabagagli della vettura. Nel nascondiglio del 26enne, inoltre, i militari hanno trovato anche gli effetti personali del giornalista, inclusi il telefono e la carta di credito.

Esposito e il tunisino, movente sessuale dietro il massacro: "Sono musulmano...", confessione choc

Un approccio sessuale insistito e respinto: questo avrebbe fatto scattare la follia omicida di Ridha Rahmouni, arrestato...

Confermerebbe i sospetti sulla natura intima e riservata dell'incontro il fatto che sulla scena del crimine siano stati trovati contraccettivi e oli per massaggi. Secondo un amico di Esposito, la vittima avrebbe usato il matrimonio come una copertura per un'omosessualità mai dichiarata. L'assassino, invece, è arrivato a Lampedusa tre anni fa ed è stato colpito da un provvedimento di espulsione dopo il no al visto da parte della Questura di Salerno a fine 2024. Successivamente, si era reso irreperibile utilizzando il falso nome di Amed Jamal e occupando abusivamente un casolare ad Altavilla Silentina, dove si era barricato al momento del blitz delle forze dell'ordine. 

Luca Esposito e il tunisino "andati insieme al casolare": cos'è successo prima della mattanza

Era una vita “inventata” quella di Luigi Esposito, per tutti “Luca”. Nome, appunto, che non risu...

ti potrebbero interessare