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Rai, linciaggio rosso contro il corrispondente: "Fratellini, sull'attenti"

di Daniele Priorimartedì 28 luglio 2026
Rai, linciaggio rosso contro il corrispondente: "Fratellini, sull'attenti"

2' di lettura

Da un’aggressione all’altra. La Rai e il suo corrispondente da Gerusalemme, Giovan Battista Brunori, autore di un servizio in cui, raccontando l’agguato a un gruppo di israeliani, li ha definiti “escursionisti”, è valso un fuoco di fila di dichiarazioni al veleno. A tuonare contro il giornalista sono stati i cannoni più potenti del “campo largo”: dal Pd al M5S e Avs. Dai membri di minoranza del cda ai parlamentari della commissione di vigilanza.

Ad aprire le danze è stata la delegazione pentastellata. «I Fratellini d’Israele sono scattati sull’attenti con l’elmetto del loro amico Netanyahu. Definire escursioni le incursioni dei coloni armati di fucili d’assalto in Cisgiordania è un’offesa alla realtà e all’intelligenza di tutti. Non si tratta di allegre gite fuori porta, ma di azioni violente condotte da chi non dovrebbe nemmeno essere lì, volte a uccidere palestinesi e a espropriarli di terra, bestiame e acqua. Ma per l’inviato Rai tutto questo si riduce a una semplice escursione. Consigliamo ai meloniani di studiare meglio la situazione prima di parlare, oppure di scegliere il silenzio».

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A rincarare la dose ci ha pensato il responsabile informazione del Pd, Sandro Ruotolo. «Parlare di “escursionisti” in riferimento al gruppo di coloni israeliani coinvolto nell’attacco al villaggio palestinese di Tell, in Cisgiordania, costato la vita a quattro palestinesi e a un israeliano, non è una semplice imprecisione linguistica. È uno stravolgimento della realtà che mina alle fondamenta la credibilità del servizio pubblico». Con tanto di richiesta di scuse da parte dell’esponente dem. Di tutt’altro tono il commento della comunità ebraica di Milano che si schiera in difesa di Brunori: «Per alcuni membri del cda Rai il problema non sembra essere l’aggressione a dei civili, ma il fatto che la parola usata per raccontarla non fosse abbastanza politicamente connotata», ha spiegato in una nota il presidente della Comunità ebraica di Milano Walker Meghnagi in merito alle polemiche dopo un servizio del corrispondente Rai in Israele Giovan Battista Brunori.

«Esprimiamo piena solidarietà a Brunori, anche per gli attacchi e i tentativi di intimidazione ricevuti. Descrivere delle vittime per quello che stavano facendo è cronaca, non propaganda» ha sottolineato ancora il rappresentante ebraico. «Se il cda Rai vuole intervenire sul racconto del Medio Oriente, lo faccia su chi nega, mente o giustifica il 7 ottobre, e su chi parla di un genocidio a Gaza mai dimostrato in alcuna sede giudiziaria». Sempre a proposito di parole.

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