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No-Tav come i killer, la stretta: come danno la caccia ai teppisti

di Roberto Tortoramercoledì 29 luglio 2026
No-Tav come i killer, la stretta: come danno la caccia ai teppisti

2' di lettura

Dopo gli scontri in Val di Susa, la caccia ai responsabili è serrata. La Digos di Torino, coordinata dalla Procura, sta valutando le accuse di devastazione, lesioni e resistenza, oltre all’eventuale aggravante di terrorismo. La zona è stata cinturata: almeno dieci posti di blocco sono stati predisposti per controllare chi lascia la zona. Finora sono state identificate 800 persone. I controlli non si sono limitati ai documenti. Gli agenti hanno realizzato i filmati dei volti, riprendendo ogni persona frontalmente, di lato e a figura intera. Un archivio di immagini che sarà confrontato con i video degli scontri di sabato per individuare eventuali corrispondenze. Molti aggressori erano completamente mascherati, ma altri sarebbero stati riconoscibili. La Procura potrebbe ricorrere anche ad analisi antropometriche, laddove fossero ravvisati dei possibili "match" fra le persone controllate da ultimo e quelle filmate sabato, soprattutto tra Chiomonte e San Didero.

E il centrodestra – si legge sul Messaggero - ora prepara la stretta contro i manifestanti violenti, mentre gli investigatori accelerano per individuare gli autori della devastazione. Il bilancio degli scontri è pesantissimo: 130 agenti feriti e un milione di euro di danni soltanto al cantiere di Chiomonte. Fratelli d’Italia punta a introdurre nuove norme per colpire chi sfrutta il dissenso per creare caos e violenza. Oggi il partito presenterà una proposta di legge per estendere agli antagonisti il reato di associazione a delinquere anche in presenza di un vincolo associativo non stabile. Una norma che consentirebbe pene da 2 a 6 anni, con possibilità di arrivare fino a 14 anni in presenza delle aggravanti previste dall’articolo 416 del Codice penale. Sul tavolo anche un possibile emendamento governativo al provvedimento sullo stop ai risarcimenti da parte di chi ha agito per difendersi.

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Più complicata invece la strada del reato di terrorismo di piazza proposto dalla Lega: “Troppo strong”, spiegano fonti di governo, “sia sotto un profilo di costituzionalità, che per farla digerire agli alleati”. Per ora restano 11 provvedimenti contro cittadini stranieri, mentre due antagonisti tedeschi attendono la decisione sulla richiesta di custodia cautelare in carcere. Nessun italiano è stato ancora coinvolto, ma gli investigatori ritengono probabile una regia “italianissima”. dietro gli scontri. Per essere chiari, gli stessi protagonisti di Askatasuna. Uno degli storici leader, nel corso di un'intervista, disse chiaramente che la "lotta" della Valle sarebbe arrivata a Torino. E tutto lascia pensare anche il contrario, in una sorta di "mutuo soccorso". L’ombra di una rete organizzata, insomma, resta al centro dell’inchiesta.

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