Luca Carleo, uomo forte di Roberto Vannacci in Lombardia è finito al centro di un’inchiesta della Guardia di Finanza. Le ipotesi di reato che vengono contestate a lui e ai soci del gruppo Ops, di cui è direttore generale, sono quelle di «manipolazioni del mercato, ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità di vigilanza, false comunicazioni sociali per le società quotate, formazione fittizia di capitale, malversazioni di erogazioni pubbliche e responsabilità amministrativa nelle società per reati commessi a loro vantaggio da parte degli amministratori». Assieme a Carleo è finito nell’indagine anche Ciro Di Meglio, amministratore delegato del gruppo Ops, oltre a 33 tra consiglieri, sindaci, amministratori e professionisti. Con le manovre che vengono loro contestate avrebbero realizzato frodi finanziarie per oltre 30 milioni di euro.
IL PIANO
Torneremo dopo sull’inchiesta, ma prima va raccontato il retroscena politico. Carleo appena due giorni fa era stato nominato coordinatore vicario della Lombardia di Futuro Nazionale, con una delea segno poco tempo fa, con l’acquisto di una cinquantina di testate locali cartacee ed online dal gruppo Netweek. Sarebbe stata questa dote editoriale ad aver ingolosito i futuristi e convinto il duplex Vannacci-Simoni a “promuovere” Carleo. Ora questo intoppo rischia non solo di bloccare l’operazione del polo mediatico vannacciano, ma anche di gettare nuove ombre sulla reale capacità di selezionare la classe dirigente dell’ex generale. Anche alla luce della condanna a cinque anni per false fatturazioni comminata a un altro vannacciano milanese, il commercialista Salvatore Varano. Carleo che (così come tutti gli altri indagati in questa vicenda) è da considerarsi innocente fino al terzo grado di giudizio, una volta appresa la notizia dell’inchiesta a suo carico, si è immediatamente dimesso da tutti gli incarichi interni a Futuro Nazionale.
Supermedia, FdI primo partito e clamoroso balzo di Vannacci: tutte le cifre
Fratelli d'Italia resta ancora il partito più amato dagli elettori italiani. Questo è quanto è ...Tornando all’indagine, i pm Guido Schininà e Nicola Rossato, hanno chiesto misure cautelari per Carleo, Di Meglio e altre sette indagati, da confermare dopo gli interrogatori. Per l’accusa gli indagati avrebbero messo in atto «condotte illecite finalizzate a sottoscrivere fittizi aumenti di capitale, drenare liquidità dalle società quotate, raccogliere fondi anche attraverso l’ottenimento di finanziamenti garantiti dallo Stato per destinarli a fini diversi da quelli indicati nel contratto di finanziamento, frodare il mercato finanziario attraverso l’utilizzo distorto dello strumento dei Prestiti Obbligazionari Convertibili non standard, per oltre 30 milioni di euro».
Roberto Vannacci, clamoroso video (con Meloni al fianco): "Ursula, ricordatelo..."
E alla fine è arrivato anche il terzo video della trilogia generata dall’intelligenza artificiale, “V...L’INCHIESTA
Sempre secondo i pm Di Meglio e Carleo, attraverso le società del gruppo Ops, avrebbero portato avanti «strategie delinquenziali per ottenere profitti personali ai danni degli investitori e del mercato», approfittando «della situazione di crisi in cui si trovavano tali società», sfruttandole, mentre l’intento «dichiarato» era quello di «risanarle». Le manipolazioni sarebbero state fatte «tramite la diffusione di false notizie e il ricorso a operazioni simulate di introduzione di nuova liquidità all’interno delle compagini societarie». Nel fascicolo ci sarebbero anche intercettazioni.




