Nella giornata di ieri sono stati resi noti i dati concernenti l’ultimo esame di maturità. Da essi risulta che il 99,8% dei candidati ha superato l’esame e che c’è stato un aumento vistoso dei diplomati con lode. Le prime agenzie e i primi commenti a questi dati insistono sul fatto che l’aumento più rilevante delle lodi si sia registrato al Sud, cioè proprio là dove le prove Invalsi che attestano la preparazione degli studenti danno i risultati peggiori. Come giudicare questo dato? I diplomati con lode sono infatti ben 3.018 in Campania, 2.104 in Puglia, 1.165 nel Lazio, 1.928 in Sicilia, 1.042 in Calabria. Decisamente più contenuti i dati concernenti il Nord: 760 le lodi in Lombardia, 523 in Veneto, 482 in Toscana, 185 in Liguria e 150 in Friuli Venezia Giulia.
INVALSI
L’elemento da tener presente è che la contraddizione con i dati Invalsi è in buona parte apparente e non reale. Il concetto su cui fermare l’attenzione è quello di “dispersione scolastica implicita”, che è centrale nelle rilevazioni dell’Istituto. Esso misura la condizione in cui gli studenti terminano un ciclo scolastico non raggiungendo le competenze di base minime richieste italiano, matematiche e inglese. Le ultime rilevazioni hanno attestato un forte calo di questo indice su base nazionale, ma anche una marcata differenza fra le varie parti d’Italia. Il Nord, ad esempio, registra tassi molto bassi, che corrispondono al numero delle bocciature registrate: il Piemonte si attesta al 4,6%, la Lombardia scende al 2,6%, Veneto e Friuli Venezia Giulia, le regioni più virtuose sono all’1,9% e all’1,7%. La fotografia della realtà attestata dalle bocciature all’esame di maturità è nelle regioni settentrionali quasi perfetta.
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Si chiama Frank Furedi l'ultimo "scandalo" sollevato dagli utenti di sinistra sui social. Il sociologo ung...Un leggero divario è riscontrabile invece al Centro, mentre i dati del Sud mostrano che c’è da lavorare. Attenzione, però: che si sia sulla buona strada anche nelle regioni meridionali lo dimostra il fatto che in Campania, maglia nera in questa classifica, la riduzione della dispersione implicita è in netto calo rispetto al passato, anche se ai numeri non corrispondono ancora le bocciature. Si è addirittura superato il livello pre-Covid, passando dal 7,5% del 2019 e dall’ 8,7% dell’anno scorso ad un 6,7% attuale che lascia ben sperare per il futuro. L’esempio delle regioni del Nord è ancora lontano dall’essere realizzato, ma innegabili miglioramenti rispetto al passato ci sono stati. Ritornando poi ai dati sugli esiti della maturità e leggendoli tutti e per bene, non fermandosi a quello apparentemente più eclatante, altri interessanti elementi risaltano all’occhio.
DATI
A fronte di un indubitabile aumento delle lodi, notiamo infatti che la percentuale di chi ha avuto il massimo dei voti, ma senza lode, è in vistosa decrescita, passando dal 7,1 al 5,3 % del totale. Insomma, il todos caballeros è vero solo in parte. Significativo è poi anche il fatto che il numero delle lodi maggiori si sia registrato nei licei: le ha ottenute il 4,3% dei maturandi, nei tecnici invece l’1,6%, nei professionali lo 0,7%. È un dato che conferma quella sorta di selezione per niente naturale che ha avuto corso negli anni passati destinando i ragazzi meno dotati agli istituti tecnici e professionali, considerati nella mentalità comune non diversi ma gerarchicamente inferiori rispetto ai licei. Non a caso superare questa falsa concezione è uno dei compiti prioritari di una politica scolastica accorta e che voglia valorizzare il talento e il merito di ogni giovane. Insomma, i dati di confermano che non solo il cantiere scuola è in movimento, ma che molti e non irrilevanti risultati positivi sono stati raggiunti. Un Paese che abdica di fronte all’istruzione dei suoi giovani, oggi più che mai è senza futuro. Bisogna fare del tutto per rafforzare questa consapevolezza.




