"Le scritte e i simboli riconducibili all'immaginario fascista e nazista comparsi sui muri della scuola primaria Collodi, a Porta a Lucca, sono un gesto gravissimo e intollerabile, ancora più odioso perché colpisce una scuola, luogo di educazione, libertà e democrazia", dichiarava Antonio Mazzeo, vicepresidente dem del Consiglio regionale della Toscana. "Pisa è una città insignita della Medaglia di bronzo al valor militare per la Resistenza e non può esserci spazio per simboli e richiami a ideologie fasciste e naziste. Episodi come questo vanno condannati da tutti con fermezza e senza ambiguità. Mi auguro che le scritte vengano rimosse al più presto e che siano individuati i responsabili", rincarava la dose.
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Sembra una scena tratta dal celebre cult "I Guerrieri della Notte". Ma si tratta solo dell'enesimo episodi...Peccato però che quelle apparse nella scuola siano solo le indicazioni lasciate dagli operai al lavoro. Questi ultimi hanno lavorato al cappotto termico e per questo sul muro c'era scritto: "Sì fascia" e "No fascia", in base alle esigenze tecniche, oltre alle frecce che puntavano in alto o nella direzione dei lavori.
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Non c’è nulla di più facile, nel comodo e ovattato mondo della sinistra, che utilizzare l’inno...Da qui le scuse del consigliere comunale Enrico Bruni, che poi ha cancellato il post sui social e si è scusato per l’equivoco: "La preoccupazione espressa da me e da altri nasceva però da una sequenza reale e grave di episodi che non può essere sottovalutata. Possiamo anche sorridere dell’equivoco, ma non liquidare con battute il clima nel quale è maturato. Riconoscere un errore non significa abbassare la guardia: Pisa ha bisogno di attenzione e di una condanna netta di ogni intimidazione fascista". Eppure sul web la "svista" non è passata inosservata. Il vicecapogruppo di Pisa al Centro Lorenzo Vouk ha subito commentato: "Ah ma non è Lercio?". Anche Maurizio Nerini, consigliere comunale di Fratelli d’Italia ha sbeffeggiato i dem: "Vi ci vuole uno bravo davvero".




