Una svolta inaspettata nel caso della morte di Liliana Resinovich, la donna scomparsa il 14 dicembre del 2021 e il cui cadavere fu ritrovato il 5 gennaio nei boschi dell'ex ospedale psichiatrico di Trieste. Tracce di dna riconducibili a uno stesso uomo, allo stato ignoto, sono state individuate sui jeans della vittima e su uno dei sacchi neri che contenevano il corpo della donna. È uno degli elementi emersi dalla relazione dei periti Paolo Fattorini, Chiara Turchi ed Eva Sacchi, che hanno svolto accertamenti di natura genetica, dattiloscopica e merceologica sui reperti del caso.
"Cosa c'è sul vestito di Liliana Resinovich": svolta-choc
Le analisi peritali sul caso di Liliana Resinovich, scomparsa il 14 dicembre 2021 e ritrovata senza vita il 5 gennaio su...Lo riferisce il quotidiano Il Piccolo, che ha visionato la relazione depositata sabato scorso. Il profilo maschile individuato non è attribuibile a Sebastiano Visintin, marito di Liliana Resinovich e unico indagato per la morte della donna, né agli altri soggetti maschili già sottoposti a prelievo del dna. Un altro profilo maschile, allo stato ignoto, è stato individuato sul cordino che teneva unite le chiavi della 63enne, mentre sul cordino trovato attorno al collo della vittima è stato rilevato soltanto il dna della vittima.
Gli accertamenti sulle fibre hanno inoltre evidenziato elementi che supportano fortemente l'ipotesi di un contatto diretto tra il giubbotto indossato da Visintin il giorno della scomparsa e il giubbotto e la borsa di Liliana. Secondo i periti, tuttavia, il dato è compatibile anche con il fatto che i due coniugi vivevano nella stessa abitazione e tenevano spesso i giubbotti sullo stesso attaccapanni.Per quanto riguarda le scarpe della donna, il materiale trovato sotto le suole non ha consentito di stabilire una corrispondenza con il terreno del roseto dell'ex Opp dove è stato trovato il cadavere, né con altri luoghi indicati nei quesiti della gip Flavia Mangiante. I campioni hanno rilevato granuli con zirconio, ma con associazioni differenti rispetto a quelli rinvenuti nel laboratorio di affilatura dei coltelli di Visintin. Per i periti non ci sono quindi elementi a supporto di un contatto tra le calzature di Liliana e l'ambiente del laboratorio di via Donadoni. I risultati saranno discussi nell'udienza fissata per il 30 ottobre.




