La Procura di Verona avrebbe aperto un fascicolo a carico dei tre comandanti dei carabinieri responsabili dell'operazione di sgombero nel casolare dei fratelli Ramponi a Castel D'Azzano, nel Veronese, dove il 14 ottobre 2025 morirono tre militari in un'esplosione. Come anticipato da RaiNews e confermato all'Ansa, il comandante della compagnia di Villafranca Vincenzo Spataro, il tenente colonnello Antonio Sframeli, allora comandante del reparto operativo, e il colonnello Claudio Papagno, comandante provinciale dei carabinieri di Verona, sarebbero accusati di omicidio colposo plurimo.
La novità, come riporta il Corriere della Sera, è emersa venerdì mattina durante l'udienza per il procedimento disciplinare su cui indaga la procura generale di Venezia, sempre nei confronti dei tre comandanti. Alla richiesta di sospendere la procedura disciplinare perché i tre "sono già indagati" a Verona si è opposta la pg Paola Tonini affiancata dall'avvocato generale Nicola Proto: "Percorsi paralleli che non si sovrappongono", la tesi dell'accusa.
Castel d'Azzano, l'ultimo atto d'amore dei nostri carabinieri
L’ennesimo pesantissimo tributo di vite, l’ennesima pagina di onore e dolore vergata con il sangue innocente...Il fatto risale al 14 ottobre 2025, quando è stata eseguita l'operazione che avrebbe dovuto portare allo sfratto di Maria Luisa, Dino e Franco Ramp0ni dal loro casolare a Castel d'Azzano, nel Veronese, e alla liberazione di eventuale materiale esplosivo. Il blitz, però, si è concluso con la morte dei tre carabinieri dopo che i fratelli fecero esplodere il casolare: le vittime sono Davide Bernardello, carabiniere scelto di 36 anni, Valerio Daprà, brigadiere capo di 56 anni e Marco Piffari, luogotenente con carica speciale, 56 anni. La cui famiglia ha presentato un esposto in cui si accusano i tre comandanti di negligenza.




