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Angelo De Simone, lettera choc contro il poliziotto eroe di Milano: "Peccato non le abbiano spaccato la testa a metà"

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lunedì 2 novembre 2026
Angelo De Simone, lettera choc contro il poliziotto eroe di Milano: "Peccato non le abbiano spaccato la testa a metà"

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Insulti sconvolgenti contro il dirigente del commissariato Garibaldi-Venezia di Milano, Angelo De Simone, il poliziotto-eroe diventato l'immagine simbolo delle proteste di piazza. Era diventata virale infatti la sua foto col volto insanguinato durante la guerriglia del 17 e 18 ottobre in piazza Duomo. Anche la premier Giorgia Meloni l'aveva condivisa in un post sui social. Durante gli scontri, De Simone, che era impegnato nel servizio di ordine pubblico, era andato avanti a lavorare fino a notte, non lasciando mai la piazza, anche se ferito alla testa da un sampietrino. 

Per quanto accaduto, sono stati tanti i messaggi di vicinanza al dirigente. Purtroppo, però, c'è stato anche dell'altro; al commissariato è arrivata una lettera piena di cattiveria proprio nei confronti di De Simone. Una missiva all'interno di una busta scritta a mano e regolarmente affrancata, con tanto di firma, anche se poco leggibile. L'autore, in particolare, ha scritto di essere rammaricato per il fatto che il poliziotto non abbia riportato conseguenze ben maggiori: "Un vero peccato che non le abbiano spaccato la testa a metà, che non l’abbiano ridotta in stato comatoso, possibilmente profondo, con lesioni permanenti". 

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A seguire, diversi insulti rivolti anche a tutto il corpo di polizia: "Qualcuno ha scritto che il lavoro del poliziotto è un lavoro da figlio di put****, è troppo poco, è un lavoro da persona mentalmente bacata, che ha venduto l’anima alla più bieca forma di repressione del potere di turno. Siete delle mer***. Lei è una me***". La lettera, datata 20 ottobre, come si legge sul Corriere della Sera, è stata scritta a computer in un italiano preciso e corretto. Infine, la chiosa: "Con tutto il risentimento, il rancore e l’odio possibile auguro a Lei ed ai suoi uomini di mer***di crepare tra i peggiori tormenti". E a seguire la firma scritta a penna. 

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