Libero logo

Ritornano i teppisti: cortei in tutte le città e manuali anti-polizia

di Andrea Muzzolonmartedì 3 novembre 2026
Ritornano i teppisti: cortei in tutte le città e manuali anti-polizia

2' di lettura

Stanno tornando. Si stanno riorganizzando. La rete che aveva promosso le manifestazioni dello scorso 17 ottobre è al lavoro per una nuova ondata di mobilitazioni a livello nazionale. Si lavora sui social. Tutto ruota attorno al profilo “Italia in piazza 17”, che su Instagram aveva chiamato a raccolta quanti volessero far sentire il loro dissenso verso il governo. Poi sappiamo tutti com’è andata, con le principali città messe a ferro e fuoco, le vetrine dei negozi distrutte e gli scontri tra maranza e forze dell’ordine. Per provare a svincolarsi dalle violenze, i responsabili della piattaforma avevano deciso di disertare la mobilitazione della settimana successiva. Ma dopo essere nuovamente scesi in strada lo scorso venerdì accanto a centri sociali e Usb, ora sono allo studio le manifestazioni di novembre. Tutto è organizzato via Telegram, social di messaggistica particolarmente complesso da tracciare.

Già il prossimo sabato sono previsti cortei in alcune città italiane. All’ordine del giorno, proteste contro la qualunque: dal carovita all’inflazione, fino al precariato (ai livelli più bassi da dieci anni a questa parte, ndr). Poi i nuovi provvedimenti inseriti nella Manovra, come i fantomatici taglia a scuola e sanità (che non esistono), per concludere poi con le sempreverdi proteste per la crisi climatica e il riarmo. Online, sui diversi gruppi che coordinano le piazze, continuano a circolare vademecum su come comportarsi durante gli scontri e su chi contattare in caso di arresto. In particolare, interi capitoli sono dedicati a come affrontare l’opposizione delle forze dell’ordine e su come denunciare gli agenti di polizia.

Fulcro di questo weekend di agitazioni sarà Torino, dove gli organizzatori preparano un grande presidio in piazza Castello. Appuntamento due giorni prima, presso il campus universitario Einaudi, per preparare la giornata di mobilitazione. Poi tutti in piazza, dove potrebbero aggregarsi le milizie del centro sociale Askatasuna.
Non solo il capoluogo piemontese però. Sono previsti concentramenti anche a Genova in piazza De Ferrari, a Bologna in piazza Nettuno, ad Ancona in piazza Cavour. Silenti per ora i gruppi di Milano e Roma, nonostante molti membri dei canali Telegram chiedano la convocazione di un nuovo presidio. Tutte le energie di chi lavora dietro “Italia in piazza” sono infatti concentrate nell’organizzazione di una grande manifestazione: le date, sondate tramite diversi sondaggi, sono il 14 e il 28 novembre.

Una scelta che eviterebbe di sovrapporsi allo sciopero generale indetto da Maurizio Landini per venerdì 20 (ritorna il weekend lungo targato Cgil).
Ma i presidi organizzati da “Italia in piazza” potrebbero essere solo la punta dell’iceberg. Sul sito web “mappa della rivolta”, compaiono già 114 mobilitazioni sparse sul territorio nazionale in programma per questo mese. Di questi, 19 sono cortei, 11 presidi e 35 scioperi di categoria, oltre allo sciopero generale indetto dalla Cgil e altre iniziative. Si prospettano nuovi weekend di fuoco. E a pagarne le spese, come al solito, saranno i cittadini per bene che potrebbero ritrovarsi le loro città sottosopra...