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Milano, molotov contro la caserma: clamoroso, chi sono i banditi

di Alessandro Aspesivenerdì 24 aprile 2026
Milano, molotov contro la caserma: clamoroso, chi sono i banditi

3' di lettura

Fermati dai militari dell’Arma dopo che la notte dello scorso capodanno avevano lanciato una bomba molotov contro la stazione dei carabinieri di Vaprio D’Adda. Questo quanto accaduto a cinque minorenni che nella notte del 31 dicembre 2025 avevano scatenato il panico nel piccolo centro della Città Metropolitana di Milano. Quella sera un gruppo formato da otto ragazzi, evidentemente non sapendo come festeggiare l’ultimo dell’anno, si erano avvicinati ad un distributore di benzina per poi confezionare alcune bombe molotov con tanto di inneschi.

Dopo di che i giovani, tutti minorenni, avevano deciso di recarsi presso la locale stazione dei carabinieri per bersagliarne il portone con gli ordigni incendiari. Ma non solo. I ragazzi non contenti avevano poi sperimentato le molotov contro un’auto dandola alle fiamme. Un gesto folle nato forse dalla noia in una serata nella quale tutti i coetanei di questi adolescenti incendiari festeggiavano e si divertivano in modi decisamente meno pericolosi. I danni non erano stati particolarmente gravi grazie all’immediato intervento dei militari in servizio che, precipitatisi fuori dalla caserma con degli estintori, avevano prontamente spento l’incendio.

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Naturalmente però erano subito partite le indagini dei carabinieri per capire chi ci potesse essere dietro quel gesto così assurdo. Un’indagine investigativa definita dagli inquirenti “complessa e articolata” svolta dai carabinieri della sezione operativa della compagnia di Pioltello e della stazione di Vaprio D’Adda, supportati dai comandi territorialmente competenti delle province di Bergamo e Lecco.

Secondo quanto emerso gli investigatori dell’Arma, coordinati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Milano, si sono avvalsi di metodologie d'indagine sia tecniche che tradizionali. Fondamentali si sono rivelate sia le perquisizioni che le informazioni acquisite tra la gente del posto. Svolti inoltre molteplici servizi di osservazione, pedinamento e controllo. I militari hanno poi esaminato accuratamente i sistemi di videosorveglianza del territorio, incrociandoli con i dati di geolocalizzazione GPS contenuti nei dispositivi sequestrati agli giovani. Indagini che a mesi di stanza hanno dato finalmente un volto ai piromani.

Ieri infatti i militari hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali emessa dal Gip del Tribunale per i Minorenni di Milano nei confronti di cinque minori italiani. Ed è così che cinque minorenni italiani (di un gruppo di otto) sono stati arrestati per i reati di fabbricazione e porto di ordigni incendiari e danneggiamento seguito da incendio. I Carabinieri hanno inoltro fatto sapere di avere raccolto prove a carico di un ulteriore minore (non destinatario di misura) ritenuto responsabile di aver colpito con diversi fendenti di arma bianca un cittadino straniero, causandogli lesioni.

«Quell’incendio poteva provocare conseguenze gravi per i militari all’interno della caserma» spiega Riccardo De Corato, ex vice Sindaco di Milano «tolleranza zero per i giovani che credono di potere arrecare danno all’altrui incolumità senza pagarne il prezzo». Preoccupato anche Paolo Magrone, segretario provinciale SAP di Milano. «Questo episodio lancia un segnale profondamente allarmante, perché porta alla luce un fenomeno sempre più diffuso e preoccupante: quello della delinquenza giovanile» spiega il sindacalista. «Alla base di tutto questo non vi è soltanto il venir meno del rispetto delle regole, ma anche un crescente senso di impunità che si sta radicando tra molti giovani, alimentato da una carenza sempre più evidente di educazione alla legalità».

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