«Io candidato? Ne parliamo tra qualche settimana, a settembre». È il segreto di Pulcinella quello di un Pierfrancesco Majorino aspirante candidato sindaco. Tanto che ieri ha rilasciato l’ennesima intervista - questa volta all’Adnkronos - in cui parla da candidato. Il dato positivo che emerge è che il baffo dem si è finalmente reso conto dell’emergenza sicurezza in città. Certo, le sue sono parole che mirano più ad attaccare governo e Regione, ma perlomeno sembra esser superata la fase in cui il Pd insisteva nel raccontare ai cittadini che tutto andava bene perché negli anni è sceso il numero di omicidi.
Nel suo colloquio con l’Adn, Majorino è netto: «I temi da affrontare sono quelli della sicurezza, della casa, della mobilità, delle trasformazioni urbane». Insomma, tutti ambiti in cui ha fallito l’attuale amministrazione. Dalle periferie abbandonate a loro stesse, al blocco dei cantieri (con migliaia di famiglie lasciate per casa). Dalla mobilità tutta piste ciclabili e lotta ai parcheggi, alla creazione compulsiva di piazza tattiche e colate di cemento (vedi largo Augusto, piazza Sant’Agostino e tante altre vie). Ma si sa, in campagna elettorale tutti scoprono mille soluzioni e invocano discontinuità (pure da loro stessi).
4 di Sera, Majorino attacca la Meloni in tv? Malan lo gela subito così...
A 4 di Sera a tenere banco è il vertice Nato di Ankara. Ma Pierfrancesco Majorino non si lascia sfuggire l'oc...Majorino sa bene che, vista la sequela di disastri della giunta piddina, questa volta le comunali (candidato del centrodestra permettendo, ndr), sono apertissime. Nella sua intervista, infatti, si passa dall’ottimismo («La vedo molto bene, noi partiamo largamente favoriti»), alla preoccupazione di non avere il sostegno di Azione («Credo che farebbe un errore clamoroso a stare con la destra»). Un cambio di schieramento che modificherebbe in modo sostanziale gli equilibri. Da qui il tentativo di accostare Vannacci al centrodestra («Credo che le cose che sta dicendo sono in realtà molto simili a quelle che per anni, e solo con accenti leggermente diversi, hanno sostenuto alcuni esponenti della destra, Meloni e Salvini in testa»), conscio che in città il generale rischia più di allontanare che attrarre elettori.




