È vero che la Serie A non spende? No, non è vero. Sono già oltre 776 milioni usciti dai club del massimo campionato italiano tra acquisti e riscatti, a fronte di 463 entrati per le cessioni. Il saldo ad oggi negativo di 313 milioni è secondo solo a quello della Premier League che ha già superato la soglia dei 2 miliardi per gli acquisti ed già oltre quella del miliardo per le vendite. Numeri senza senso, quelli inglesi, che certificano la Premier come un mercato a parte che, soprattutto internamente, si autoalimenta al rialzo. Il costo dei giocatori che passano da un club inglese a un altro è infatti molto più alto rispetto alla reale valutazione, come se ci fosse (e c’è) una sorta di patto interno per cui si gonfiano i prezzi se i soldi rimangono all’interno della lega, in modo da mantenere intatto il vantaggio finanziario rispetto alle altre.
I nostri club inseguono con la creatività, la competenza, le idee, ma anche con i soldi. In questi conteggi estratti da Transfermakrt sono inclusi solo gli esborsi per i cartellini, non le commissioni o gli ingaggi, quindi il quadro è superficiale ma comunque utile a smentire la sensazione di una Serie A impotente. Ci si muove di più e più pesantemente di tutti gli altri top campionati europei, Premier esclusa. La Bundesliga ha acquistato per 502 milioni ma pareggia (anzi, va in positivo) con un’altissima capacità di vendita, arrivando a 519 milioni dalle cessioni per un +17 alla voce saldo. È invece in negativo di 183 milioni la Liga che finora ha speso 422 milioni per gli acquisti e incassato 238 milioni dalle cessioni. Una novità per il campionato spagnolo che negli ultimi anni si era sbottonato meno, evidentemente data dal ritorno pesante sul mercato delle big, Real Madrid in primis. La Ligue1 continua a guadagnare con il player trading: 317 milioni per gli acquisti, 627 dalle vendite, +309 di saldo. La stessa cifra al contrario rispetto alla Serie A che fatica a vendere più che a comprare, spesso perché il patrimonio dei giocatori ha poco valore o genera poco interesse sul mercato.
Milan, la mossa di Amorim: perché ora per Leao cambia tutto
Il futuro di Rafael Leao potrebbe essere ancora al Milan. Nonostante le parole d’addio dell’attaccante porto...Siccome stiamo assistendo all’ascesa della Super Lig turca come investitore pesante, apparentemente in sostituzione della Saudi Pro League che sembra essere calata rispetto a qualche anno fa, vediamo i numeri. Il campionato turco, in effetti, sta spendendo e non sta vendendo: 239 milioni per gli acquisti contro 76 ricavati dalle cessioni per un 163 di saldo negativo. Siamo lì con i numeri dell’Arabia Saudita: 183 milioni contro 47 per un saldo di -137 milioni. Dentro la serie A, al momento il podio delle spendaccione è composto da Fiorentina (100 milioni spesi, 11 incassati), Milan (107 spesi, 44 incassati) e Juventus, che ha venduto per soli 22 milioni a fronte di una spesa (ricordiamo, riscatti compresi, in questo caso di Openda), da 137 milioni. Settanta di questi sono usciti negli ultimi giorni per la coppia Kolo Muani-Alajbegovic che si sta allenando, seppur a parte, con la squadra a Hong Kong, ma non prenderanno parte (oggi alle 13.30) all’amichevole contro il Chelsea, peraltro club che finora ha speso di più in Premier (389 milioni, solita follia di questa strampalata società).
Spalletti si dice «contento del lavoro della società» perché «sono arrivati due calciatori che rendono la squadra più forte, sulla carta. Alajbegovic era un pallino del direttore Massara, di Kolo Muani tutti hanno parlato bene nello spogliatoio, come giocatore lo conosciamo, se ha fatto colpo su squadre come il Psg c’è un motivo». C’è di sicuro, ma la Juventus non è il Psg e, come ha detto lo stesso Spalletti qualche giorno fa, ha sbagliato troppi acquisti in passato per permettersene altri errati.




