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Alessandro Di Battista, lo sfogo di Paragone: "Mi sarei sentito una m***". Retroscena: il M5s è un Vietnam

Giulio Bucchi
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"Mi sarei sentito una m*** a non difenderlo". Alessandro Di Battista si sarebbe sfogato così, con i suoi più amici, dopo la presa di posizione a favore di Gianluigi Paragone, "visto che su molti punti la pensiamo allo stesso modo". L'ex deputato del M5s, che molti indicano come il capo-popolo anti-Luigi Di Maio, ha di fatto spaccato i parlamentari grillini (già una Santabarbara di loro) ma soprattutto gli attivisti, che al di là delle polemiche tra onorevoli vedono nell'ex giornalista un punto di riferimento ideologico del Movimento che fu, proprio come Di Battista. Leggi anche: "Perché ora difende Paragone". Elena Fattori si scaglia contro Di Battista Augusto Minzolini, che riporta il pensiero di Dibba sul Giornale, sottolinea il paradosso alla 1984 in cui è precipitato il partito: "Alla macchina del consenso grillina non è rimasto altro, per rassicurare i militanti, che raccontare la storiella che la presa di posizione del Dibba fosse solo un fake. Siamo, quindi, al fake su fake".

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