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Iva Zanicchi e il coronavirus: "Gerry Scotti sì, io no". Le pesantissime conseguenze fisiche del Covid

Roberto Alessi
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Dovrebbero impedirmi di scrivere di Iva Zanicchi: per me è come una sorella, più grande (voglio fare il giovane). Iva mi richiama dalla sua casa. Neanche la riconosco: «Iva, hai la voce di una bambina». «Roberto, ci credo, con tutto il cortisone che mi hanno fatto prendere, ho le corde vocali di una adolescente. Ho preso a sberle il Covid, ma son distrutta. Sono qui a casa, della famiglia sono l'unica che è tornata negativa. Mio marito Fausto positivo, mia figlia Micaela positiva, mio genero, i miei nipoti, mio fratello, mia sorella, le nipoti».


 

Ora sta a casa, ma come l'ha preso? «Da cretina. Era comunione del bambino di una mia nipote. Sono venuti a casa, con la torta. Non ho resistito e li ho baciati. Poi hanno scoperto di essere positivi». L'unico rimpianto? «Te lo dico subito: tutti, ma proprio tutti hanno perso almeno sette chili, mi dicono anche Gerry Scotti, che, a voler guardare, ce ne aveva bisogno». E allora? «Io, dico, io nemmeno un etto, ma va... va... vaffanculo. Lo puoi scrivere?». 

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