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Che tempo che fa, Askatasuna? Clamoroso: Massimo Giannini attacca Meloni

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domenica 1 febbraio 2026
Che tempo che fa, Askatasuna? Clamoroso: Massimo Giannini attacca Meloni

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"Però in un momento come questo, quello che a me colpisce non è tanto quella violenza di quei cento criminali, che poi sono, l'hai già detto tu in qualche modo, sono sempre gli stessi, ogni volta che c'è una manifestazione, soprattutto a Torino, si ripete ciclicamente e quindi la prima domanda che viene è, ma scusa, se sono sempre gli stessi, è possibile che non si riesce a intervenire, ad arrestarli, a metterli in prigione, a fargli pagare i loro conti con la giustizia? Questa è la prima considerazione. La seconda considerazione, questa volta c'è stata una condanna unanime, direi mai così netta da parte di tutte le forze politiche, nessuna esclusa. Dopodiché, ecco, io segnalo solo due pericoli, al di là del fenomeno in sé, che ripeto, a me indigna, ma non allarma più di tanto, perché qui vengo alle preoccupazioni".

Clamoroso. Massimo Giannini, invece di condannare senza se e senza ma Askatasuna, attacca Giorgia Meloni. L'editorialista di Repubblica, ospite a Che Tempo Che Fa, ha spiegato che il premier starebbe strumentalizzando quanto accaduto nel capoluogo piemontese. Insomma, la solita sinistra che difende i compagni e se la prende con Meloni.

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"La prima è la strumentalizzazione politica, perché di fronte a una condanna unanime, io ho di nuovo sentito, soprattutto dal fronte del centrodestra, del governo e della maggioranza, qualcuno che getta ancora un po' di benzina sul fuoco -spiega Giannini -. La Presidente del Consiglio, che ha fatto benissimo ad andare in ospedale a visitare gli agenti, che consuma una piccola intimidazione nei confronti di magistrati, dicendo questo è omicidio volontario, spero che i magistrati si attivino e non facciano come hanno fatto altre volte, quasi come a mettere assieme il referendum sulla giustizia con questa vicenda. Ho sentito Salvini dire non basta la galera, ma dopo la galera che c'è, la pena di morte, la tortura, non lo so che cosa vogliamo fare. Ho sentito Crosetto evocare le brigate rosse e poi alcuni esponenti di Fratelli d'Italia dire al Pd questi non sono violenti, è gente che vota voi perché voi li proteggete. Ecco questo tipo di strumentalizzazioni gli anni di piombo insegnano, fanno male alla democrazia, perché producono solo altra violenza. In questo momento c'è bisogno di unità e coesione, stavolta c'era stata, non cogliere questo aspetto mi preoccupa".