Ci mancava la massoneria. Sigfrido Ranucci le sta tentando tutte pur di evitare la vittoria del sì al referendum sulla giustizia. Un obiettivo ormai palese, visto che il conduttore di Report l'11 gennaio scorso è sceso in campo con il Fronte del no, con un comizio sul palco della kermesse al termine del quale ha sussurrato all'orecchio della segretaria dem Elly Schlein e del leader grillino Giuseppe Conte. Da lì tutti i tentativi di gettare fango sulla riforma voluta da Carlo Nordio. Tra questi la fake news di Microsoft Ecm, il software di controllo da remoto spacciato come un Grande Fratello e smentito perfino dalle Procure che hanno approfondito la questione.
Ecco allora che subentra la massoneria: nella serata di domenica 8 febbraio, Ranucci ha mandato in onda un comizio a favore dei magistrati e contro Giorgia Meloni. Non è mancato il solito avvertimento ai cittadini sul pericolo che, se ci fosse il premierato, la presidente diventerebbe pure capo del Csm al posto di Sergio Mattarella, portando a compimento "il penultimo tassello di un piano che parte da lontano".
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La querelle tra il conduttore di Report Sigfrido Ranucci e il direttore de Il Giornale Tommaso Cerno, potrebbe avere uno...Per rafforzare le ragioni del no, poi, Report ha offerto ai telespettatori un viaggio attraverso gli interventi del governo sulla giustizia: dall'abrogazione dell'abuso d'ufficio alla sterilizzazione del traffico di influenze illecite, fino ai limiti alle intercettazioni a 45 giorni, salvo per mafia e terrorismo. E poi non sono mancati i soliti testimoniali: Nicola Gratteri, Nino di Matteo e Clemente Mastella. "Secondo il magistrato Antonino Di Matteo è in atto il tentativo di rendere l'esecutivo più forte di ogni altro potere dello Stato", ha concluso il comizietto.




