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David Parenzo costretto a presentare il libro in un luogo segreto: paura per il giornalista

di Alessandro Gonzatodomenica 22 febbraio 2026
David Parenzo costretto a presentare il libro in un luogo segreto: paura per il giornalista

2' di lettura

Ci risiamo. Allo schifo non c’è mai fine e le zucche vuote ornate di kefiah ne sono l’esempio più fulgido. David Parenzo, che per il pacifico popolo pro-Pal è colpevole di essere ebreo e per questo va punito, oggi è costretto a presentare il suo libro in un luogo segreto, che ovviamente conoscono soltanto i partecipanti all’evento – comunque tanti – e possiamo dire solo che sarà a Padova, dove l’amico e giornalista è nato.

Il libro si intitola “Lo scandalo Israele”, ripercorre fondazione, vicende storiche e amore dell’autore per quella terra, e la presentazione era stata programmata alla Scuola della Carità. Però le minacce a Parenzo e agli organizzatori, come detto, hanno obbligato le forze dell’ordine a indicare un’altra sede, che è stata comunicata a chi si era già prenotato.

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Parenzo è diventato un bersaglio costante dei delinquenti. Un paio d’anni fa all’Università Sapienza di Roma, un ossimoro per chi vi manifesta, un manipolo di pro -Pal ha cercato di fargli la pelle e gli ha vomitato addosso tutto l’odio possibile. Sui muri sono state scritte frasi di ogni tipo tra cui “Parenzo nazista”. La mamma degli esponenti dei collettivi rossi è sempre incinta. Lo “scandalo” è Israele, come recita il titolo, ma sono scandalosi anche i tanti esponenti di sinistra che in questi anni non si sono mai dissociati dai cortei degli odiato David Parenzo ri dell’occidente, i quali hanno sempre usato per tutti i loro nemici (governo e persone considerate di quell’area politica) le stesse parole d’ordine riservate a Parenzo. Sono previste eccezioni, ossia attestati di solidarietà, soltanto quando di mezzo ci finisce un personaggio pubblico non di destra, e dopo che i teppisti sfasciano le città. Quando le zucche vuote in versione Askatasuna hanno assaltato la redazione de La Stampa, a Torino, c’è stato chi è arrivato a dire che doveva essere un «monito» per i giornalisti, e quel “chi” è Francesca Albanese, la non avvocato espertona dell’Onu portata in trionfo dalla Bonelli&Fratoianni e da un certo numero di sodali.

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«Non ho paura, ho le spalle larghe e sono abituato alle minacce», dice Parenzo. «Ogni volta che parlo di Israele succede la stessa cosa. Ringrazio le forze dell’ordine (intanto è arrivata la vicinanza del presidente del Senato Ignazio La Russa, ndr) che si preoccupano della mia sicurezza e incolumità, ma è vergognoso che siano costrette a tutelare il mio semplice diritto a parlare. Chi mi minaccia è imbevuto di ideologia e dimostra di non conoscere cos’è la libertà di espressione». Poi Parenzo sdrammatizza con una battuta: «Li assolvo per non aver compreso il fatto». In confronto alle nullità pro-Pal i mostri che affollano “La Zanzara” sono degli scienziati.

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