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Italo Bocchino, la domanda con cui inchioda Formigli: il conduttore balbetta

di Claudio Brigliadorimartedì 16 giugno 2026
Italo Bocchino

Italo Bocchino

2' di lettura

Ricordatevi questo nome: “Martin Sellner”. E in ogni caso, tranquilli: a farvelo entrare in testa ci penserà il solerte Corrado Formigli. A Piazzapulita, su La7, in previsione dei successi di Vannacci, da un paio di puntate hanno preso di mira il padrino austriaco della “remigrazione”, con tanto di inviata spedita in incognito alle sue riunioni (specialità della casa).

Più che l’ideologo o il generale, però, il vero obiettivo è Giorgia Meloni, da dipingere come una pericolosa razzista: un effetto domino traballante dal punto di vista logico ma inesorabile da quello mediatico. «Chi parla di remigrazione come fanno Salvini, Vannacci e la Sardone parla di uno Stato basato sul sangue, sulla purezza, fondato sulla razza», chiosa Formigli. Quindi parte un suggestivo servizio sul «triangolo nero del Nord, tra Verona, Brescia e Milano» (roba d’attualità: terrorismo post-fascista, attentati, piazza della Loggia, piazza Fontana). Quindi il conduttore si rivolge direttamente ai leader: «Ho una domanda per voi. Visto che Vannacci assume il programma di Sellner e sposa le teorie del remigrazionismo, così come l’AfD, che cosa ne pensano Giorgia Meloni e Matteo Salvini? Vi piace essere associati a questa gente? Se non è così, come spero, perché non lo dite agli italiani che con un partito come quello di Vannacci che si sposa al movimento come quello di Sellner che ospita tra le sue fila neofascisti e neonazisti voi non vi alleerete mai alle prossime elezioni? Mai con Vannacci: tre parole, siete in grado di dirle oppure no?».

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Parte il dibattito in studio e la parola passa a Italo Bocchino. E il direttore editoriale del Secolo d’Italia taglia corto: «Sellner è un cogl*** come tanti. Se qualcuno pensa di usare il termine remigrazione per cacciare gli immigrati regolari solo perché non hanno sangue italiano è un orrore». Quindi ha lui una domandina per Formigli: «Tu sei d'accordo sul fatto che gli immigrati clandestini devono essere rimpatriati?». Formigli balbetta: «Io penso che gli immigrati irregolari... Intanto prendo atto che non stati espulsi, siamo a cifre bassissime... Abbiamo un grosso gruppo di irregolari che sono ancora qui e ci dobbiamo fare i conti...». «Non rispondi», lo bacchetta Italo. Chissà, forse alla prossima puntata.

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