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Paolo Mieli, la bomba: "Ero a cena con Lavitola e Ranucci. Ecco cosa ho capito"

venerdì 10 luglio 2026
Paolo Mieli, la bomba: "Ero a cena con Lavitola e Ranucci. Ecco cosa ho capito"

2' di lettura

Si parla dell'attentato a Sigfrido Ranucci durante la puntata di In Onda dove emergono contorni sempre più sospetti sulla vicenda. E, in particolare, sui rapporti tra il conduttore di Report e Valter Lavitola, per i pm mandante dell'esplosione. A intervenire su La7, Paolo Mieli. Il giornalista, però, prima di parlare vuole fare una premessa: "Prima di parlare devo chiarire che dopo quell'attentato io era a cena in quella pescheria con Ranucci e con Lavitola. Ranucci lo conosco da 20 anni, mentre Lavitola l'ho conosciuto di recente". 

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Poi, tornando alla sera della cena: "Mi ha portato là una carissima amica, una professionista di altissimo livello". Da qui la rivelazione: "Ho potuto vedere con mano che Ranucci e Lavitola sono due amiconi, sono due persone che si fidano l'una dell'altra e che sono amici da gran tempo". E ancora: "Andando avanti, vedendoli in occasioni successive, ho capito una cosa: Lavitola si era messo in mente di fare un partito politico. Non avevo però capito che pensava a Ranucci come leader". Non a caso aveva affidato anche diversi sondaggi...

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"Nell'ipotesi a cui io non credo, che Lavitola abbia fatto fare l'attentato - conclude Mieli -, lo ha fatto come atto d'amore". Insomma, per "accrescere la fama di Ranucci. Ma non credo sia stato lui, per come l'ho conosciuto io, non mi pare così fesso da prendere un cameriere, quattro disgraziati e far fare loro una cosa immediatamente rintracciabile. Mi sembra una cosa da 'soliti ignoti', di uno sganghero...". 

Qui l'intervento di Paolo Mieli a In Onda su Ranucci-Lavitola