"Vicinissima a Maria Falcone per l'ennesimo schiaffo ricevuto oggi alla memoria di suo fratello, Giovanni. Lui non lavorava per il governo Andreotti. Lui lavorava per una giustizia che a Palermo, in quel periodo, non riusciva a uscire dai cassetti del Tribunale. Proprio perché c'era qualcuno, a Roma, che non voleva che uscisse. Una giustizia che per essere ascoltata si dovette trasferire a Roma, grazie al ministro Martelli": Rita Dalla Chiesa, deputata di Forza Italia, lo ha dichiarato a proposito dell'ultima polemica che ha coinvolto Giovanni Falcone. A tirarlo in ballo è stato il direttore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, che, rispondendo alle critiche sulle frequentazioni di Sigfrido Ranucci, ha scritto che l’eroe palermitano aveva lavorato (nel dipartimento giustizia) con il governo Andreotti.
Amareggiata la sorella del magistrato, Maria Falcone, che in una lettera pubblicata su Facebook ha commentato: "È una frase che trovo indegna, un esempio di cattivo giornalismo, costruito sulla battuta anziché sulla verità dei fatti. Mio fratello non lavorava per il governo di Giulio Andreotti. Giovanni Falcone lavorava per lo Stato italiano". E ora Rita Dalla Chiesa, come molti altri esponenti politici nelle ultime ore, si schiera dalla sua parte: "Non posso accettare, come persona che quel periodo l'ha vissuto con grande dolore per tutto quello che stava vivendo il giudice Falcone, che il suo nome possa anche essere 'solo' associato a quello del governo Andreotti. Un forte abbraccio a Maria Falcone".




