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Sigfrido Ranucci, "reintegro": mossa da ultima spiaggia. Ma le toghe....

di Lorenzo Cafarchiolunedì 14 settembre 2026
Sigfrido Ranucci, "reintegro": mossa da ultima spiaggia. Ma le toghe....

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Sigfrido parla e non si ferma. «Ho letto che i magistrati mi riascolteranno, penso di sì e credo che sia giusto», il commento arriva a margine dello spettacolo “Diario di un trapezista” che sta portando in giro per la Nazione. Della data, in cui verrà udito, non abbiamo certezza, ma è immaginabile che sarà chiamato a piazzale Clodio, come persona informata dei fatti, nelle prossime settimane. Alla festa del Fatto Quotidiano, ieri a Marina di Pietrasanta, è tornato anche su Lavitola, anzi sugli affari di Valter in cui «non ho mai avuto interessi». Ogni cosa fatta, continua senza sosta, è «tutta» concepita «esclusivamente in un rapporto di amicizia, in cui ho creduto».

È arrivata anche la smentita, da parte di Ranucci, di un presunto incontro a telefoni spenti con Lavitola a seguito della perquisizione effettuata nei confronti del fondatore del quotidiano L’Avanti!. «Basta che andate a vedere, in quel periodo ero in tournée per sette giorni. Quindi...». Il futuro in politica, invece? «Chi pensa alla mia candidatura pensa male. Io voglio fare il giornalista». E del futuro dell’ex conduttore di Report, allora? Ieri è arrivato perentorio l’annuncio «probabilmente» presenterà «un ricorso d’urgenza» per il reintegro atto a riottenere la sua mansione. «Secondo voi io mollo? Stanno cercando di fare di tutto per portarmi in politica perché da giornalista continuo a essere scomodo. Per questo continuerò a fare Report».

Un fiume in piena che non conosce argini. «Agirò in giudizio in tutte le sedi, paghi chi ha la responsabilità dei gesti, ho in mente tre uffici, i responsabili di questi uffici, dovevano creare una narrazione che giustificasse la mia rimozione». Poi arriva il momento del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. «Voleva essere la premier del merito, ma in questi anni, se guardiamo la Rai, è stata premiata l’ideologia e l’amichettismo, in cui il merito non conta». Prosegue per arrivare alla fine. «Ho la sensazione, anzi la certezza, che non abbiano atteso altro, creando una campagna di informazione che non ha precedenti. C’è una perversione dell’informazione in questi mesi e rimbalzano articoli falsi». Il riferimento è diretto e anticipa la volontà di sporgere «centinaia di querele e richieste di risarcimenti», come riporta l’Ansa.