Sergio Mattarella blocca il rimpasto sul nascere. Per lui solo "personalità di alto profilo". Lo ha detto chiaramente ieri, 4 giugno, durante l'incontro con Luigi Di Maio. "Presidente, c'è ancora molto lavoro da fare per l'Italia. Ho parlato con Salvini e siamo d'accordo: noi vogliamo andare avanti, ci dia una mano lei", lo ha supplicato il leader del Movimento 5 Stelle. La risposta è stata chiara: "Se davvero decidete di continuare, dovete rimettervi presto in carreggiata. Basta con le liti" ha tagliato corto il presidente della Repubblica, a cui l'idea di ritoccare la squadra di governo non è mai piaciuta. Non è il solo, infatti, a temere ancora la rottura del sodalizio gialloverde. Lo stesso Di Maio è disposto a tutto pur di non finire di nuovo alle urne, pure a consegnare le teste di alcuni suoi ministri. Anche Matteo Salvini è pronto a rivedere i pesi dei due partiti all'interno dell'alleanza, forte della vittoria alle elezioni Europee. Eppure se qualche giorno fa il leader del Carroccio diceva: "Il rimpasto se si fa è a causa di linee politiche diverse", riferendosi alla costruzione della Tav ostacolata dai grillini. Ad oggi Salvini mette le mani avanti per evitare guai e ci pensa due volte prima di nominare un leghista come ministro delle Infrastrutture. La calma piatta avvertita potrebbe però essere messa in discussione settimana prossima, dopo i risultati dei ballottaggi di domenica 9. Leggi anche: Di Maio si reca da Mattarella per chiedere da che parte sta Mattarella non perde di vista gli obiettivi e li ricorda alla Lega e ai Cinque Stelle. Primo fra tutti tenere i conti in ordine: la crescita zero, il debito alle stelle, la possibile apertura di una procedura di infrazione da parte dell'Europa e lo spread elevato fanno ancora paura. Poi sicuramente la questione Ue. Il capo dello Stato ha fatto eco al premier, ribadendo la necessità di rispettare i trattati e i parametri. Ultimo ma non per importanza c'è l'avvio della legislatura di Bruxelles. Alla vigilia di scelte cruciali per l'Unione europea, secondo Mattarella, l'Italia deve presentarsi pronta, con un esecutivo autorevole e sostenuto dalle principali forze della maggioranza. Ma soprattutto unito.




