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Nave Diciotti, Mara Carfagna bacchetta Matteo Salvini: "Uno Stato severo non deve essere crudele"

di Gino Coaladomenica 26 agosto 2018
2' di lettura

Sullo scontro che si sta consumando in queste ore attorno alla nave Diciotti tra il governo e Bruxelles, la vicepresidente della Camera Mara Carfagna mette in guardia il ministro dell'Interno Matteo Salvini: "È sbagliato strumentalizzare la Diciotti e trasformarla in un simbolo della lotta contro l'Europa, da una parte come dall'altra". Insomma: "Uno Stato severo - dice la Carfagna - non deve essere anche uno Stato crudele".  Leggi anche: Nave Diciotti, l'ordine di sbarco per 16 immigrati per motivi sanitari: via libera dal Viminale In un'intervista a La Stampa, la deputata di Forza Italia riconosce comunque al governo che la strada sia stata in qualche modo condizionata, visto che questo governo: "è costretto ad affrontare l'inerzia dell'Europa, e sconta 5 anni di lassismo dei precedenti governi, che in Ue hanno barattato qualche punto di flessibilità con la possibilità di far sbarcare tutti qui. Questo ha esasperato gli italiani ed è giusto ascoltarli. Ma l'esasperazione va capita, non assecondata". L'errore che la Carfagna rimprovera a Salvini è anche nei modi: "Non mi piace questo linguaggio: chi rappresenta le istituzioni deve mantenere un linguaggio che preservi il prestigio e l'autorevolezza. E poi la pietà non può mai essere contrapposta alla severità e al giusto rigore". Secondo la parlamentare azzurra quei migranti sulla Diciotti dovrebbero sbarcare: "Dopodiché bisogna avviare una trattativa seria con l'Europa". Il tema dolente torna anche in questa occasione, l'alleanza tra Forza Italia e Lega è sempre in discussione e la Carfagna ne spiega il segreto della sopravvivenza, nonostante le divergenze con il Salvini ministro: "Con la Lega governiamo Regioni importanti con soddisfazione, col lavoro di tutti i giorni e non con i tweet. Del suo operato da ministro condivido fermezza e rigore, ma temo che, con la contrapposizione, rischi di alimentare l'esasperazione, non di rassicurare il Paese".