Anche Eugenia Roccella, ministro per la Famiglia, la natalità e le pari opportnità, risponde a Roberto Vannacci. Il generale, nel corso dell'Assemblea costituente di Futuro Nazionale - il partito che lui stesso ha fondato -, aveva evocato il tema del femminicidio. Secondo l'ex parà, non ci dovrebbe essere una distinzione - e quindi un'aggravante - tra un omicidio e un femminicidio. Com'era prevedibile, le sue parole hanno scatenato un polverone. Sia da sinistra, sia da destra.
"Penso che Vannacci non abbia molto chiara la differenza sessuale tra un uomo e una donna - ha dichiarato la ministra Eugenia Roccella -. Nel femminicidio non c’è una questione valoriale, cioè non è che uccidere una donna sia più grave che uccidere un uomo, mi pare evidente, e non era certo questa l’intenzione del legislatore. Si chiama femminicidio perché il movente riguarda la donna - ha poi concluso -, cioè si uccide una donna in quanto donna".
Sondaggio, il sorpasso di Vannacci: per YouTrend è davanti alla Lega
Non si arresta il dominio di Fratelli d’Italia nei sondaggi politici. Secondo l’ultimo sondaggio Youtrend pe...Il legislatore ha scelto di non creare un reato a sé stante, ma di intervenire sul reato di omicidio (Articolo 575 c.p.), introducendo delle aggravanti specifiche per punire con la massima pena (l’ergastolo) chi uccide una donna all’interno di determinate relazioni affettive o dinamiche relazionali. Il femminicidio è punito con l'ergastolo quando è commesso contro la persona legata da stabile convivenza o da una relazione affettiva (anche se terminata), contro il coniuge (anche separato o divorziato), contro l’altra parte dell’unione civile. Non si tratta quindi di una categoria giuridica autonoma. Bensì di un omicidio pluriaggravato dal legame affettivo o familiare tra la vittima e l’autore del reato.




