Libero logo

FdI, Cangiano querela Ranucci: "Fino a novembre non aspetto. E i miei figli?"

di Massimo Sanvitodomenica 12 luglio 2026
FdI, Cangiano querela Ranucci: "Fino a novembre non aspetto. E i miei figli?"

3' di lettura

Ma Lavitola, oltre che imprenditore, faccendiere, giornalista, faceva pure l’autore ombra di Report? Dettava la linea a Ranucci e colleghi sulle inchieste da produrre e mandare in onda? Magari - sarebbe il tenore dell’esposto che Fratelli d’Italia depositerà in procura come anticipato dal Messaggero per vendicarsi per i dinieghi della Regione Lazio alle autorizzazioni chieste dall’ex direttore dell’Avanti nell’ambito dei suoi affari nel settore delle fonti rinnovabili?

Quello che è certo è che Valter e Sigfrido non si vedevano solo al ristorante del primo ma pure in via Teulada, laddove ci sono gli uffici della trasmissione di inchiesta. Gli stessi giornalisti di Report, al Corriere, hanno giurato di aver visto Lavitola tre o quattro volte, sia dentro la redazione sia sotto gli studi. C’è traccia ufficiale solo di un pass a nome del faccendiere - era il 2021 - ma non è escluso che i “blitz” siano stati di più, come del resto raccontato dagli stessi uomini di Ranucci. Su tutto ciò Fratelli d’Italia vuole vederci chiaro. Due le vicende per cui sarà chiesto ai magistrati di usare la lente d’ingrandimento. Innanzitutto fare luce sulle parole di Paolo Corsini, direttore degli Appofrondimenti Rai, quel famoso «chi aveva un problema con Report andava da Lavitola». E poi - come spiegato qui sopra - per capire se Valter avesse “commissionato” a Sigfrido servizi particolarmente accaniti contro gli esponenti laziali del partito, confezionati a partire dal dicembre del 2020), in virtù delle mancate concessioni.

Sigfrido Ranucci, gli incontri con Lavitola anche nella redazione di Report

Emergono dettagli sconcertanti sul caso che vede come protagonista Sigfrido Ranucci. Dettagli sconcertanti sul suo rappo...

TANTE OMBRE
Altre grosse ombre ci sarebbero pure attorno al servizio di Report sul cantiere navale Vittoria di Rovigo, indicato dallo stesso Ranucci come la causa dell’attentato subito, arrivando a insinuare un fantasioso collegamento con Fratelli d’Italia. Ecco, secondo alcune ricostruzione quel pezzo sarebbe stato suggerito da Lavitola in persona. Il conduttore, in una delle sue puntate ma anche in una telefonata con un parlamentare del Movimento 5 Stelle (che ha rigettato la congettura), aveva insinuato che dietro l’attentato ci fosse Gimmi Cangiano, deputato meloniano campano, come mandante dell’attentato, che sarebbe poi stato eseguito materialmente da affiliati ai Casalesi. Tutte bugie, come ovviamente emerso nelle ultime settimane. Venerdì prossimo Cangiano denuncerà Ranucci, in Procura a Roma, per diffamazione aggravata e calunnia.

Lavitola attacca Ranucci: "Str***, non dubitare di me o ti sputo in faccia"

«Io e Ranucci saremmo stati due deficienti a farci da soli l’attentato. E io altrettanto a farglielo come at...

LA LETTERA
Settimana scorsa il parlamentare di Fdi aveva anche scritto al conduttore di Report «non con spirito di rivalsa», si legge nella lettera, ma «perché continuo a credere che il giornalismo d’inchiesta rappresenti uno dei presìdi più importanti della nostra democrazia ed è proprio per questo che penso abbia una responsabilità ancora più grande: seguire sempre i fatti, anche quando i fatti conducono in una direzione diversa da quella inizialmente ipotizzata». E poi una richiesta: «Per questo confido che troverà lo stesso spazio, la stessa evidenza e la stessa determinazione utilizzati nel racconta re quei sospetti per raccontare oggi ciò che le indagini stanno accertando e, se lo riterrà giusto, anche le parole per riconoscere il dolore che quella narrazione ha provocato a me e alla mia famiglia. Non cambierà ciò che abbiamo vissuto. Ma contribuirà a restituire pienamente dignità a una verità che meritava di essere raccontata con la stessa forza con cui erano state raccontate le suggestioni». Tutto molto chiaro. «Ranucci mi ha ringraziato per la lettera, spiegandomi che a novembre con la ripartenza del programma ci saremmo potuti risentire in merito a tutto ciò», spiega a Libero Cangiano. «Io per tre notti non ho dormito ed ero preoccupato di quanto avrebbero potuto sentire i miei figli a scuola sul conto del proprio padre, e avrei dovuto aspettare altri mesi per cancellare quelle accuse infamanti?», aggiunge. Da qui la decisione di querelare.

«La Rai è autonoma. Tocca alla magistratura, alle forze dell’ordine, fare chiarezza sulla vicenda. È inquietante. Chi farà le indagini scoprirà la verità, sul perché è stato fatto quell’attentato, chi era il mandante originario.  Certo, è una vicenda dai contorni un pò strani. Sarà la magistratura a scoprire la verità», ha commentato ieri il vicepremier Antonio Tajani.

Sigfrido Ranucci, delirio-M5s: "È il piano di Giorgia Meloni"

Eccolo, Sigfrido. Il moralizzatore, ormai mollato da tutti, persino dall’ex consulente Giangaetano Bellavia (&laqu...

ti potrebbero interessare