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Sigfrido Ranucci, fango su FdI e gruppo Angelucci: il documento negli atti d'inchiesta

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giovedì 16 luglio 2026
Sigfrido Ranucci, fango su FdI e gruppo Angelucci: il documento negli atti d'inchiesta

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"Agli atti del fascicolo della Procura di Roma sull'attentato al giornalista Sigfrido Ranucci c'è un documento, che assume particolare importanza per decifrare depistaggi e tentativi di orientare le indagini in direzione del governo Meloni". Lo scrive il Giornale, svelando - come fa anche Domani - i contenuti della deposizione del conduttore di Report davanti la commissione Antimafia il 4 novembre dello scorso anno, venti giorni dopo la bomba fatta esplodere a Pomezia, davanti al cancello dell'abitazione del giornalista. Deposizione secretata e consegnata dalla presidente dell'Antimafia Chiara Colosimo al procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi.

"I sospetti (e le insinuazioni) di Ranucci rese in audizione secretata - scrive il Giornale - si dirigono verso il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari, uomo di fiducia della premier Giorgia Meloni, il Giornale degli Angelucci e una presunta soffiata sull'orario (notizia a conoscenza della scorta) di rientro a casa la sera della bomba". "Vengo a sapere che Fazzolari si era preoccupato molto di un servizio di Report che riguardava la figura del papà di Meloni, come trasportatore di sostanze stupefacenti del clan Senese - dice Ranucci nella sua deposizione riportata dal Giornale - Ha messo in piedi tutta una serie di attività per capire chi mi avesse fornito queste informazioni sul genitore della presidente del Consiglio. Il sospetto inizialmente era caduto su mio fratello, che lavorava in commissione Antimafia". E ancora: "Credo che l'allontanamento di mio fratello dalla commissione sia dovuto a questo sospetto". In un altro passaggio della deposizione Ranucci parla di un dossier audio-video.

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"Vengo a sapere - dice - che Fazzolari aveva presentato un dossier al centro del quale c'erano audio e video che mi erano stati registrati di nascosto ai tempi dell'inchiesta su Tosi". Nella deposizione di Ranucci c'è poi un capitolo che riguarda proprio il quotidiano diretto oggi da Cerno: "L'altra cosa singolare che avviene in quel periodo, che oltre a queste attività, vengono pubblicati dal Giornale, che fa riferimento agli Angelucci, una serie di articoli a firma di Luca Fazzo, giornalista che era stato allontanato da Repubblica per i suoi rapporti con i servizi segreti, nei quali si adombra il sospetto del ruolo di mio fratello alla Striano (l'ufficiale della Guardia di finanza che forniva informazione ai giornalisti accedendo alla banca dati, ndr)". Articoli, ricorda il conduttore di Report che "vengono pubblicati, guarda caso, a ridosso della decisione del Cda della Rai sui palinsesti Rai e sulle repliche di Report, che saranno tagliate". "L'ultimo sospetto - scrive ancora il Giornale - riguarda l'orario del rientro a casa la sera dell'attentato: 'Ho detto all'ultimo, alla scorta, con un sms, quando sarei rientrato a casa'. Solo gli uomini della scorta sapevano del rientro a casa alle 21". 

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