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Pd, Giuliano Ferrara sotterra Elly Schlein: "Al voto nel nome del nulla"

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giovedì 27 agosto 2026
Pd, Giuliano Ferrara sotterra Elly Schlein: "Al voto nel nome del nulla"

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"Questa idea bislacca di Roberto Speranza, un prestanome per guidare la coalizione di centrosinistra, non sarà realizzabile ma la dice tutta sulla coalizione a guida Pd". È quanto scrive Giuliano Ferrara sul Foglio, in un editoriale dal titolo "Il Pd rischia di andare alle elezioni nel nome del nulla", dedicato alla corsa dei dem verso le politiche. "Speranza forse non lo immagina neppure, ma è un filosofo", ironizza Ferrara, osservando che "i nomi dipendono dalle cose" e che "se non c'è la sostanza politica, che è la cosa in sé, decisiva, dell'arte della competizione tra rapporti di forza e della eventuale vittoria, allora va bene interrompere la dipendenza e andare alle elezioni con il nome del nulla".

Ferrara contrappone la situazione attuale alla stagione di Romano Prodi, quando dietro al candidato del centrosinistra c'erano "esperienza, carattere, esposizione collettiva e personale, un fondamento insieme logico e immaginifico, storico e profetico, un teorema e una poesia". Oggi, invece, la leader del Pd, Elly Schlein, ha le sembianze di "una capoclasse da assemblea studentesca che gentile e onesta pare, il che in sé non sarebbe poco". A mancare, osserva Ferrara, è però "quell'insieme che è una storia personale, un punto di vista convincente e di comando politico sul mondo e sul Paese". È questa, secondo l'editorialista, "la non consistenza del Pd", un partito "dove di serio ci sarebbero solo le aborrite correnti", perché "il resto dell'amalgama fu condannato come 'non riuscito' da uno dei suoi cinici fondatori".

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E così il centrosinistra, nonostante "tutte le sue probabilità statistiche di vittoria o pareggio" e "tutte le debolezze del campo avverso", resta "sempre costruito sulla sabbia". "Ce la può fare, l'amalgama, perché l'opposizione per definizione ha il margine per affermarsi contro la maggioranza, ma sarebbe una sorpresa prima di tutto per la coalizione stessa", sottolinea ancora Ferrara. A mancare, conclude, è soprattutto "l'esperienza del tragico, dell'ossatura dura del tempo che vive". 

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