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Legge elettorale, tornano le preferenze. Trionfo-Meloni: "Mancavano dal 1993"

giovedì 10 settembre 2026
Legge elettorale, tornano le preferenze. Trionfo-Meloni: "Mancavano dal 1993"

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Fratelli d'Italia stana il Partito democratico. "Comprendiamo la strumentalità della presentazione" di questo emendamento sulle preferenze 'libere', ma "se aveste voluto approvare le preferenze ci sono state più occasioni alla Camera, in particolare una nella quale le preferenze furono battute di un solo voto e all'esito di quel voto ricordiamo i festeggiamenti da parte dell'opposizione. Non si può festeggiare la non introduzione delle preferenze alla Camera e poi proporle al Senato, è piuttosto chiaro che il tentativo è quello di spaccare il centrodestra. Ma noi, tra un emendamento del Partito democratico che strumentalmente e non al fine di avercele davvero, e mantenere gli accordi all'interno della maggioranza che permettono la reintroduzione dal 1992 delle preferenze, noi non abbiamo dubbi: manteniamo la parola, introduciamo le preferenze e voteremo contro questo emendamento". A dirlo, senza mezzi termini, è il presidente dei senatori di Fratelli d'Italia, Lucio Malan, durante la dichiarazione di voto sul subemendamento per l'introduzione delle preferenze 'libere' delle opposizioni alla legge elettorale. 

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"È curioso che la sinistra continui a dire che è una legge fatta dal presidente Meloni e dal centrodestra perché temiamo di perdere. Se siete davvero così sicuri di perdere, lo speriamo per il bene dell'Italia mentre la sinistra si dice certa di vincere le elezioni, perché gli italiani sono delusi. È una contraddizione - prosegue -. Le cose che vengono criticate come annullamento della democrazia, incostituzionali e sfregio alla Costituzione sono state votate dal centrosinistra o da una parte di esso pochi anni fa. L'Italicum" di "Renzi prevedeva un premio di maggioranza con una soglia al 40% e non al 42%. Se lo propone il centrodestra, attentato alla democrazia, autocrazia, uomo o donna sola al comando". 

E così l'Aula del Senato ha bocciato, con 68 sì e 99 voti contrari, il sub-emendamento a prima firma del dem Dario Parrini per sopprimere i capolista bloccati e prevedere il voto di preferenza. Sulla proposta di modifica all'emendamento di maggioranza alla legge elettorale il governo si era rimesso all'Aula. Dopo la votazione dai banchi delle opposizioni sono partiti dei 'Vergogna!'.

Alla fine l'Aula del Senato all'emendamento unitario della maggioranza che introduce nella riforma della legge elettorale il meccanismo delle preferenze con capolista bloccati ha ottenuto il via libera. Tutte respinte le proposte di modifica di opposizione tranne una tecnica di drafting approvata all'unanimità. I si sono stati 97, 67 i contrari e 2 astenuti. Il testo prevede la possibilità di esprimere fino a tre preferenze con alternanza di genere (pena l'annullamento della seconda e della terza preferenza nell'ordine di lista) con una croce segnata accanto a uno dei sei nomi scritti sulla scheda, prevista l'alternanza dal primo nome sotto il capolista. Salta la quota di genere 60 a 40 per i capolista prevista dal Rosatellum "Le preferenze, nel voto per il Parlamento, mancavano dal 1993, cioè da quasi 35 anni. Oggi tornano perché il centrodestra ha scelto di reintrodurle, su proposta di Fratelli d'Italia", afferma sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. "Alla sinistra, che oggi sostiene che non basta, devo ricordare che non è credibile, su questo tema, chi non le ha mai volute in questi 35 anni e ha votato per bocciarle anche un mese fa. Quindi - conclude - la differenza non è tra chi vuole più preferenze e chi ne vuole meno. È tra chi le ha rimesse nella legge e chi no"