Il vicecapogruppo di Avs alla Camera, Marco Grimaldi, non aspetta neanche la fine del Consiglio dei ministri: «Per fare la rincorsa a destra, se la prende con i bambini». Il governo, ovviamente. Il decreto sul tetto agli alunni stranieri, dice Chiara Braga, omologa del Pd, è «inutile, inefficace e soprattutto inaccettabile. Hanno scelto la via più facile della demagogia e, va detto, della cattiveria sulla pelle dei più piccoli e del futuro del Paese».
Quando arrivano le prime dichiarazioni degli esponenti del Campo largo, sulle agenzie di stampa sono uscite solo le anticipazioni della bozza. Tanto basta all’opposizione per la “chiamata alle armi”. Ecco Angelo Bonelli, uno dei leader di Avs, che butta giù una nota per dire che Giorgia Meloni «apre la sua campagna elettorale sulla pelle dei bambini, allora ci dica quando vuole andare a votare». La riunione dell’esecutivo è ancora in corso, ma Bonelli è su di giri: «Il governo che vuole le donne con le gonne lunghe e poco appariscenti, secondo il lodo Tajani, oggi apre la sua crociata contro gli stranieri».
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Poco prima delle sei del pomeriggio arriva la notizia che il Consiglio dei ministri ha approvato il “decreto scuola”. Tre rappresentanti del governo - il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, quello dei Trasporti, Matteo Salvini, e il viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto - partecipano alla conferenza stampa a Palazzo Chigi per illustrare i provvedimenti appena varati.
Mentre interviene il titolare di Viale Trastevere, esce la nota del segretario generale Flc-Cgil, Gianna Fracassi: «Ci troviamo di fronte all’ennesimo intervento propagandistico, del tutto scollegato dalla realtà delle nostre scuole. Trasformare l’accesso all’istruzione in una bandiera ideologica per inseguire un facile consenso elettorale è un atto gravissimo, che mina i valori fondanti della nostra comunità scolastica».
Il tempo è maturo per l’entrata in scena della segretaria del Pd, Elly Schlein. «Il governo Meloni vive su un altro pianeta rispetto al Paese reale», premette. Di fronte ai problemi dell’istruzione, dice, «la risposta del governo è cacciare dalle classi i bambini stranieri. Ma chi pensano di prendere in giro? Si inventano una nuova caccia alle streghe sulla pelle dei più piccoli, indicandoli come bersaglio. È un decreto vergognoso».
I toni sono alti e servono anche per battere sul tempo, e in visibilità, l’avversario interno nella corsa alla leadership della coalizione, Giuseppe Conte. Anche cercando di far passare il messaggio, falso, che l’esecutivo “cacci” i bambini stranieri dalle classi in una sorta di apartheid su base scolastica. Non a caso il suo capogruppo al Senato, Francesco Boccia, parla di «bambini da indicare come un problema».
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Proprio dal Movimento 5 Stelle, accecati dalla gara a chi la spara più grossa e più in fretta, arriva la gaffe del giorno. Il deputato Francesco Silvestri, infatti, non aspetta la presentazione del testo definitivo e si catapulta sui social per attaccare un articolo presente solo nella bozza: «E ora chi lo dice alla famiglia nel bosco? La vedete la propaganda becera della destra di Meloni?».
Parole riferite alle indiscrezioni, poi smentite, sull’allontanamento dalle famiglie dei figli dei genitori che non conoscono l’italiano». Nello stesso errore cade Riccardo Magi, leader di +Europa: «La beffa enorme è che, dopo mesi a farci la morale sulla famiglia nel bosco, con tanto di visita di Stato da parte del vicepremier Salvini e la solita passerella di esponenti di destra, questo decreto prevede all’articolo 11 la sottrazione dei minori ai genitori che non si integrano».
Una norma presente solo nelle anticipazioni e non nel testo approvato dal Consiglio dei ministri, come fatto notare dallo stesso Valditara. Meglio buttarla sul classico, come fa il sodale di Bonelli, Nicola Fratoianni, che si limita a denunciare «una campagna di propaganda indegna, fatta sulla pelle dei bambini e delle bambine».




