“Chiagni e fotti” recita una celebre espressione napoletana che ben si addice alle «magnifiche proteste» – come le ha definite la sinistra – degli studenti (o sedicenti tali) contro un presunto sfascio nella scuola a cui il governo sarebbe insensibile.
Solo in un istituto romano, a cui si riferiscono le foto qui accanto, nel quale il ministero ha investito un milione e mezzo tra ammodernamenti e laboratori, i “magnifici studenti” in versione vandalica hanno sfasciato tutto provocando danni per oltre 230mila euro che è giusto chiedersi chi pagherà, augurandosi che anche per loro valga il recente decreto sicurezza che mette sul conto dei genitori le follie devastatrici dei figli minorenni. Giusto non generalizzare ma in questa ondata di proteste studentesche al motto di “stanno uccidendo la scuola” c’è qualche cosa che non torna.
La rilevazione Ocse-Pisa di settembre posiziona la scuola italiana al di sopra della media europea in tutti gli ambiti di studio e in netto miglioramento rispetto al passato; negli ultimi quattro anni è stata stanziata la cifra record di 23 miliardi (17 di Pnrr) per la riqualificazione dell’edilizia scolastica (dodicimila interventi); è falso che la finanziaria preveda un taglio di settemila insegnanti: a fronte di un calo di studenti del dieci per cento (oltre un milione di ragazzi) è previsto a partire dal settembre 2027 una mancata sostituzione del personale (800mila insegnanti) in uscita pari allo 0,5 per cento.
Se questo giustifica sfasciare le aule bè, è evidente che qualcuno sta usando i ragazzi (e la loro ignoranza) per altri scopi. Per dare loro un nome e un volto basta accendere un tg serale; per capire il perché, aprire il calendario: tra pochi mesi si vota per rieleggere parlamento e governo e vale tutto: mentire, aizzare, devastare. Magnifica gioventù in magnifica sinistra.




