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VERITÀ NASCOSTA

"Le bugie che racconto al medico
e che mettono a rischio la salute"

“Seguo la dieta alla lettera”; “sto prendendo le medicine regolarmente”; “quello di mio figlio è solo grasso infantile”. Sono solo alcune delle bugie più frequenti raccontate ai medici secondo un sondaggio di Consulcesi club

27 Gennaio 2019

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"Le bugie che racconto al medicoe che mettono a rischio la salute"

«Non mi chiedo perché i pazienti mentono, do per scontato che lo facciano». Le parole del dottor House, protagonista di un’indimenticabile serie televisiva, sembrano riassumere alla perfezione una situazione in cui, secondo dati dell’Università dello Utah Health, addirittura l’80 per cento dei pazienti non è sincero con il proprio medico. Per fare chiarezza su una situazione che, tra reticenza e pudori, rischia di comportare seri rischi per la salute, Consulcesi Club, realtà di riferimento per oltre 100 mila medici, ha condotto un sondaggio online raccogliendo le risposte di 2809 specialisti provenienti da tutta Italia. Tra i camici bianchi più soggetti alle menzogne o, nella migliore delle ipotesi, alle mezze verità da parte dei pazienti risultano i dietologi (31 per cento), gli endocrinologi (18 per cento) e i pediatri (12 per cento).

Ma quali sono le bugie che i pazienti dicono più spesso? L’argomento dieta è quello che suscita sicuramente le versioni più fantasiose: si spazia dall’intramontabile “la sto seguendo lettera, non capisco perché non dimagrisco” fino agli spergiuri sull’attività fisica effettivamente praticata (“faccio sport almeno un’ora al giorno”). Se mentire al dietologo può persino suscitare un sorriso, molto seria è la situazione di chi, soggetto a terapia farmacologica, decide di non essere sincero sulla sua assiduità nel curarsi: «prendo le medicine regolarmente» è un’altra frase che i medici sentono ripetersi spesso, ma che non sempre corrisponde alla verità. Anche gli ambulatori dei pediatri sono luoghi in cui la fantasia dei genitori dei piccoli pazienti prende il sopravvento: in particolare, si tende a chiudere un occhio (talvolta entrambi) sul sovrappeso dei bambini: «quello di mio figlio è solo grasso infantile», giurano mamma e papà. Tra le altre bugie riportate dai medici spicca sicuramente la pericolosissima “uso sempre le precauzioni”, nonché l’eterna promessa “smetterò di fumare”.

Ma come possono i medici recuperare un rapporto di trasparenze e sincerità con i loro pazienti? La risposta, sempre secondo l’analisi di Consulcesi Club, sembra essere proprio nella formazione. «Soprattutto – afferma Massimo Tortorella, presidente di Consulcesi - nell’innovativa modalità della Formazione a distanza (Fad). Infatti, tra le 'materie' preferite dai camici bianchi per il loro aggiornamento professionale durante l’anno che si è appena concluso, si è registrato un boom dei corsi sulla comunicazione medico-paziente e sul counseling sanitario. Un atteggiamento più empatico e un nuovo modello di comunicazione, infatti, metterebbe i pazienti più a loro agio, ricucendo il rapporto di fiducia a vantaggio in primis della loro salute e andando così a ricreare la fondamentale alleanza terapeutica». (FABRIZIA MASELLI)

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