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CARDIOLOGIA INTERVENTISTICA

‘TAVI è VITA’ arriva in Campania
Realizzato da Gise con Sic e Sicch

L’iniziativa vede la collaborazione tra cardiologi interventisti e cardiochirurghi con i cardiologi del territorio e i medici di medicina generale, presentata all'Ordine dei medici. In programma anche incontri con i cittadini campani

3 Giugno 2019

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‘TAVI è VITA’ arriva in CampaniaRealizzato da Gise con Sic e Sicch

‘TAVI è VITA’ arriva in Campania. Seconda tappa del progetto, dopo il Piemonte, realizzato dalla Società Italiana di Cardiologia Interventistica (Gise) in collaborazione con la Società Italiana di Cardiologia (Sic) e la Società Italiana di Chirurgia Cardiaca (Sicc), nasce per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della stenosi aortica e la Transcatheter Aortic Valve Implantation (Tavi), l’impianto transcatetere di valvola aortica. L’iniziativa campana prevede la collaborazione tra cardiologi interventisti e cardiochirurghi con i cardiologi del territorio ed i medici di medicina generale. Il progetto è stato presentato alla stampa oggi, a Napoli, nella sede dell’Ordine dei medici. Hanno partecipato: Giuseppe Tarantini (Presidente GISE), Giovanni Esposito (ordinario di Cardiologia e direttore Cardiologia Interventistica e Strutturale Università Federico II di Napoli, GISE), Enrico Coscioni (primario della Divisione di cardiochirurgia Ospedale Ruggi d’Aragona di Salerno, SICCH), Silvestro Scotti (presidente dell’Ordine dei Medici e Odontoiatri di Napoli e provincia, MMG) e Marco Arosio (Quantitative Area Responsible di Doxapharma).

Le prime iniziative previste saranno incontri informativi tra gli specialisti in cardiologia (interventisti, cardiochirurghi e cardiologi del territorio) e i medici di base provinciali. Verranno organizzati nei prossimi mesi, infatti, presso le sedi degli Ordini dei medici della Campania e della FIMG delle riunioni che approfondiranno il tema della stenosi aortica e delle sue indicazioni terapeutiche (in particolare si parlerà di TAVI). A seguire, saranno organizzati appuntamenti rivolti al pubblico nelle principali piazze delle cinque province campane: Napoli, Avellino, Benevento, Caserta e Salerno. Durante queste giornate i medici di medicina generale, cardiologi clinici, interventisti e cardiochirurghi saranno a disposizione dei cittadini che avranno la possibilità di poter ricevere informazioni dettagliate su questa patologia ancora poco conosciuta e ricevere visite e consulti gratuiti.

A confermare la necessità di informare e formare i medici di medicina generale è un’indagine DOXA effettuata sia a livello nazionale sia a livello regionale, che ha coinvolto medici di medicina generale e cardiologi di base. In particolare, la ricerca ha evidenziato che nei due target la conoscenza della stenosi aortica, delle possibili opzioni terapeutiche e del percorso del paziente affetto da questa patologia non sia elevata. In linea con il dato nazionale, infatti, i medici di medicina generale e i cardiologi necessitano di maggiori informazioni sulla tecnica TAVI da poter condividere con i pazienti. Un’esigenza che può concretizzarsi con eventi e corsi dedicati alla formazione della classe medica in area stenosi aortica ma soprattutto relativi alla tecnica di intervento TAVI, per aumentare e strutturare le conoscenze dei medici di medicina generale.

Il professor Giuseppe Tarantini ha commentato: “Il Progetto TAVI e VITA sta avendo una grande risonanza sia a livello nazionale che regionale e, dopo il Piemonte, un’altra regione importante come la Campania è coinvolta attivamente nell’iniziativa”. “Una corretta educazione sanitaria e la diffusione di informazioni ai cittadini su validi stili di vita – dice Silvestro Scotti - sono due finalità che l’Ordine dei Medici di Napoli persegue da sempre. Del resto, come medico di Medicina generale, sono particolarmente sensibile a questo tema. Ecco perché, quando ci è stato chiesto di ospitare un evento nel quale si discutesse di stenosi aortica, per di più con un’iniziativa di così alto profilo, non ci abbiamo pensato due volte. È essenziale – ha proseguito Scotti - che i medici siano messi in condizione di individuare in maniera precoce quei piccoli segnali che sono dei veri e propri campanelli d’allarme. Nel caso della stenosi aortica la carta vincente è nella collaborazione tra cardiologi interventisti e cardiochirurghi con i cardiologi del territorio e i medici di medicina generale”.

“Il Progetto TAVI è VITA in Campania – ha spiegato il professor Giovanni Esposito - rappresenta un momento di collaborazione tra Istituzioni, Medicina Territoriale ed Ospedaliera con importanti obiettivi formativi ed informativi. Un modello di integrazione multidisciplinare per il trattamento della stenosi aortica al servizio della medicina territoriale e dei cittadini per la valorizzazione della cardiologia e della cardiochirurgia Campana con lo scopo di offrire ai cittadini le migliori cure per questa patologia ed eradicare la migrazione sanitaria”. L’obbligatoria presenza della cardiochirurgia per gli interventi di TAVI – ha commentato il professor Ciro Mauro, direttore Cardiologia UTIC ed Emodinamica AORN A. Cardarelli Napoli - ha escluso fino a poco tempo fa la nostra struttura dal far accedere direttamente i propri pazienti alla procedura di TAVI. La sinergia con l’Università Federico II ci ha consentito di dare la possibilità alla nostra utenza di effettuare questa procedura. Un primo esempio concreto di rete che speriamo possa creare un vero e proprio percorso diagnostico terapeutico assistenziale (PDTA) nella nostra Regione”.

Che cos'è il progetto ‘TAVI è VITA’. Il progetto nasce con l'obiettivo è sensibilizzare le istituzioni, la comunità medico-scientifica e l’opinione pubblica sul tema della stenosi aortica, una delle malattie più comuni delle valvole cardiache (in Italia riguarda oltre un milione di persone e il 10% della popolazione oltre i 65 anni, la fascia più colpita) e sulla tecnica operatoria TAVI (Transcatheter Aortic Valve Implantation, impianto transcatetere di valvola aortica), procedura innovativa ma che risulta essere attualmente sottoutilizzata. Oggi di 50 mila pazienti candidabili alla sostituzione della valvola per via transcatetere, solo 7 mila sono quelli trattati. Migliaia di italiani sono affetti da disfunzioni delle valvole cardiache, ma non hanno accesso a terapie innovative a causa della frammentazione regionale del SSN e delle diverse politiche sanitarie che non favoriscono un’adeguata applicazione delle linee guida. Nonostante il ricorso alla TAVI – che permette un completo recupero post-operatorio entro uno-due giorni - sia cresciuto esponenzialmente negli ultimi 10 anni passando da un numero di interventi per milione di abitanti dal 7,5 per cento al 91 per cento, in Italia vi accede solo meno del 20 per cento della popolazione.

Il numero di procedure di impianto transcatetere di valvola aortica, inoltre, varia moltissimo da regione a regione. Si passa da 144,5 interventi per milione di abitanti in Lombardia, seguita da Toscana e Molise, con 119 interventi, per finire con la Calabria, il Lazio e l'Abruzzo dove il numero degli interventi per milione di abitanti si riduce drasticamente, rispettivamente a 43,3, 43,2 e 42,4 interventi. Dagli ultimi dati raccolti è emerso che gli impianti TAVI sono passati da 5.528 nel 2017 a oltre 6.800 nel 2018, con un incremento del 24 per cento. (FABRIZIA MASELLI)

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