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Federica Panicucci, la conduttrice torna in tv con Mattino 5 e ricorda la sua carriera: "Quella volta che piansi per il Festivalbar"

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Federica Panicucci ha debuttato in tv nel più difficile dei programmi: l'ultima stagione di Portobello, quella del "Dunque, dove eravamo rimasti?" di Enzo Tortora, tornato in video nel 1987 dopo l'arresto e il calvario giudiziario.  Il 7 settembre torna alla guida di Mattino Cinque per la dodicesima volta. Il primo ricordo è per Enzo Tortora: "Fino ad allora avevo fatto soltanto la pubblicità di un lassativo e di un test di gravidanza. La mia agenzia, la Caremoli, mi mandò a fare un provino per Portobello, per me un sogno: lo guardavo insieme ai miei genitori. Al casting c'erano tutte super modelle, pensai di non avere chance, invece cercavano un volto un po' diverso. Passai il primo provino con duecento candidate, poi il secondo, il terzo e infine il quarto... Ricordo la prima conferenza stampa: quella del rientro di Tortora in tv, uno spiegamento di giornalisti mai più visto. Ero al centro di un evento epocale, la prima puntata fu vista da 18 milioni di spettatori... Rispondevo al telefono, gli spettatori raccontavano le cose più disparate, uno spaccato d'Italia. Un giorno venne da me la sorella di Enzo, Anna, per avvertirmi che la signora Longarini avrebbe saltato una puntata: dovevo presentare io al posto suo il concorso legato allo sponsor, ripetei la frasetta che dovevo dire per centinaia di volte. Una volta in diretta, arrivai al centro dello studio, un fotografo mi distrasse con i flash e calò il buio nella mia mente. Tortora si inventò qualcosa e andammo avanti... Tortora era premuroso e attento, un gentiluomo di altri tempi", ricorda la conduttrice in una intervista al Giornale.

 

 

 

 

Un altro passo importante per la carriera fu il Festivalbar: "Era la trentesima edizione, il programma era al massimo fulgore: dovevano presentare Susanna Messaggio e Claudio Cecchetto, che però non potè più farlo. Una sera mentre stavo parcheggiando sotto casa dei miei genitori a Milano, mi chiamò Vittorio Salvetti, il patron del Festival, e mi disse che avevano deciso di affidare la conduzione a Fiorello, Jovanotti, Amadeus e ... a me! Mi misi a piangere, salutai i miei genitori, presi la macchina e andai da sola ad Ascoli Piceno, da dove andava in onda la prima serata, che era solo due giorni dopo... Per me era un sogno, ma non avevo capito bene la dimensione della kermesse. Al debutto, dietro il palco, quando Salvetti disse Presenta Federica Panicucci mi si ghiacciarono le gambe, non riuscivo a camminare, pensai di scappare... entrai in scena tutta rigida. Poi mi sciolsi". E Con Celentano come è andata? "Mi chiamò il Clan per il lancio del disco Arrivano gli uomini del 1996, in uno show di mezz' ora, in diretta, in prima serata su Raiuno. Dovevo fargli delle domande, camminandogli accanto... provammo e riprovammo per una settimana. Quel giorno, poco prima del programma, mi dissero che aveva cambiato idea, non era più convinto delle domande concordate, di inventarmi io qualcosa di più personale, mi si gelò il sangue. Pensai di scappare. Mi venne in aiuto l'autore Tiberio Fusco, poi andò talmente bene che sforammo l'orario e facemmo iniziare in ritardo Serata d'onore di Baudo. Quando mi sarebbe ricapitato di essere faccia a faccia con un mito come Celentano? Così me la sono giocata fino in fondo".

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