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Al Bano, svolta mistica: "La Madonna mi ha cambiato la vita"

di Daniele Priorilunedì 1 giugno 2026
Al Bano, svolta mistica: "La Madonna mi ha cambiato la vita"

5' di lettura

Al Bano è più ispirato che mai. Il giorno del suo 83esimo compleanno, lo scorso 20 maggio, è uscito il suo nuovo singolo, una soave e potente invocazione alla Vergine intitolata Madre, distribuito da La Gloria, etichetta discografica indipendente italiana specializzata in musica cristiana. Una preghiera laica nella quale la grande voce di Cellino San Marco passa dalla dimensione più intima a quella che riguarda tutta l’umanità. E, parlando con Libero, si pone e ci pone un interrogativo non banale: «Mi chiedo come mai tutti gli Stati trovino sempre i soldi per comprare armi e fare guerre ma nessuno abbia davvero pensato di istituire un ministero della Pace!».

Al Bano, tra il compleanno a Lourdes e la contemporanea uscita del disco dedicato alla Madonna, qualcuno potrebbe parlare di un suo “periodo mistico”. È così?
«In realtà si è trattato di una serie incredibile di coincidenze. Mi hanno chiamato a Lourdes per il 20 maggio senza controllare che si trattasse del giorno del mio compleanno. Così è coinciso il giorno d’uscita del disco col mio compleanno che ho trascorso in una delle città più mariane del mondo. A tutto questo si può anche aggiungere che qualche sera prima avevano trasmesso nella trasmissione MilleunaCover Sanremo la mia esibizione del 2017 quando cantai Pregherò. Non sono riuscito a non pensare che tutto questo sia accaduto per un intervento divino...C’è chi ci fa caso a queste cose, mentre ad altri sfuggono».

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Lei ha sempre parlato della sua fede religiosa ma c’è stato un momento in cui invece l’ha sentita vacillare?
«Certamente. La fede ha iniziato a vacillare in me quando ho perso mia figlia, in quegli anni 90 tragici, che sono coincisi anche con la fine del mio matrimonio. Sono momenti nei quali, anche mettendosi a confronto con la vita di Cristo e dei martiri, ci si accorge come spesso dopo il bello arrivino anche i giorni nefasti. Proprio questi pensieri, però, sono stati quelli che mi hanno salvato dalla perdita completa della fede. Anche perché quando presi a rifiutarla, iniziai a stare doppiamente male. Così mi sono fatto delle domande e la risposta l’ho trovata proprio nella riscoperta della fede sulla mia pelle, sulle mie traversie umane. Da lì ho scoperto una fede ancora più forte di quanto fosse prima».

E un momento in cui, invece, proprio come adesso, si è sentito toccato dalla mano di Dio?
«Di regali da Dio ne ho avuti tanti, onestamente. Tutte le mie preghiere da ragazzino si sono realizzate. Solo che non avevo fatto i conti con la notte del vivere Il primo segnale, in questo senso, mi arrivò quando mio padre perse la vista. Entrò per operarsi di cataratta e ne uscì non vedente per l’errore di un medico. In quel momento ho pensato dentro di me: se al patriarca hanno fatto perdere la vista, vuol dire che c’è un disegno ancora più grande di quanto io possa immaginare. Purtroppo avevo avuto la giusta intuizione su quello che stava per accadere...».

Ha avuto modo di incontrare Papa Leone durante il suo primo annodi pontificato?
«Ci sarà sicuramente un appuntamento appena sarà possibile. Pensi che per Giovanni Paolo II ho cantato sette volte. Per Papa Ratzinger una volta soltanto. Lui ci accolse in Vaticano, diede la sua benedizione ma confessò di non ascoltare la musica leggera. Con Papa Francesco, invece, è stata una vera gioia. È stato un pontefice ricco di una grande, speciale, divina umanità».

Proprio all’umanità si richiama la prima enciclica di Leone XIV, Magnifica Humanitas, incentrata sul complesso tema dell’Intelligenza Artificiale. Da uomo e da artista che idea si è fatto dell’argomento?
«Non ho ancora letto l’enciclica ma indubbiamente l’Intelligenza Artificiale è uno strumento utile per tantissime cose. Però, come capita con tutte le armi di difesa, può trasformarsi purtroppo anche in uno strumento di offesa. Molto dipenderà dall’utilizzo che se ne farà. A questo proposito faccio io a lei e ai lettori una domanda alla quale non trovo risposta...».

Dica pure...
«Mi chiedo come sia possibile che per il riarmo e le guerre tutti gli Stati trovino sempre i soldi, mentre per salvare l’umanità dalla fame nessuno fa niente o al massimo pochi fanno qualcosa?».

A proposito di guerra, lei è uno degli artisti italiani che in questi quattro anni non ha mai interrotto i concerti in Russia. Perché?
«Perché la gente dappertutto continua a volere caldo, pace, musica. Ognuno, su questo mondo, ha diritto di poter vivere la propria vita come vuole. A decidere non deve essere chi brandisce i mitra... L’ennesima conferma l’ho avutalo scorso anno, il 20 giugno a San Pietroburgo dove oltre due milioni di persone avrebbero voluto partecipare al mio concerto. C’era il professor Antonio Fallico, italiano che vive in Russia, organizzatore dell’Economic Forum, che ogni giorno mi aggiornava con stupore. Alla fine dovemmo limitare l’accesso a 400mila spettatori...Fu testimone anche Iva Zanicchi che invitai nel mio show».

Inutile che le chieda come la pensa sulle polemiche legate alla presenza della Russia alla Biennale di Venezia...
«Quella polemica mi ha fatto capire che un’opera come Guernica del grande Picasso non è stata capita. L’arte è come un gabbiano o un’aquila che ha diritto di volare in alto per conto suo e, ripeto, nessun mitra ha il diritto di interrompere quel volo».

Tornando alla sua carriera e al suo privato che spesso sono coincisi. Alla luce di tutto quello che tragicamente è accaduto trent’anni fa, fino alle più recenti polemiche rianimate dalla sua ex moglie, lei, potendo tornare indietro, esporrebbe di nuovo la sua famiglia al mondo dello show business?
«Io non l’ho mai visto come show business ma come semplice lavoro. Avevo la scuola dei miei genitori e della mia famiglia quando tutti insieme andavamo in campagna a lavorare in una beata armonia di cui ho ancora oggi una nostalgia canaglia...E non è una battuta. Pensavo di poter fare lo stesso con la famiglia che avevo creato con Romina Power. Tutto quello che abbiamo fatto e deciso, fuori da ogni schema, come voler andare a vivere in mazzo alla natura a Cellino San Marco, l’abbiamo deciso insieme. C’era solo un fotografo che aveva accesso a casa nostra, proprio per evitare di avere l’invasione. Davvero non credo di aver fatto nulla per essere aggredito dal maledetto gossip».

Però non le ha mandate a dire a Romina Power, tornata di recente, nell’intervista a Belve, sulle vicende di trent’anni fa...
«Mi sono dovuto difendere da accuse che sinceramente poteva risparmiarsi. Non penso di meritare quelle bugie che continuano a essere disseminate da lei. Potrei dire molte cose anche io ma non le ho mai dette, restandomene seduto e tranquillo. Io quando penso a Romina penso alla mamma dei miei figli, non penso al mio grande amore che è finito. Ho rispettato le sue idee. Lei ha scelto di andarsene, si è fatti i suoi anni americani, i suoi amori sicuramente. Io l’ho rispettata perché è sempre e comunque la mamma dei miei straordinari figli e anche la nonna dei miei straordinari nipotini. Ma che cacchio ti metti ancora a farmi guerra se io la guerra non te l’ho mai fatta?».

Cosa c’è nell’immediato?
«Tante cose da fare. Il prossimo appuntamento sarà a Una voce per Padre Pio».

Giusto per restare in tema religioso...
«Esattamente. Io lo incontrai da ragazzino, feci la comunione da lui ma non avevo capito l’importanza e quanto fosse incredibile quel personaggio. Nonostante ciò, sento che da allora Padre Pio non mi ha mai più abbandonato. Mai. Lo sento».

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