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Vittorio Sgarbi gela Myrta Merlino alla prima parola: "Male"

Claudio Brigliadori
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«Come andiamo?». «Male». Basterebbe questo esordio per inquadrare l’umore nero (ci perdoneranno gli antifascisti di professione) di Vittorio Sgarbi: il sottosegretario alla Cultura, sindaco di Sutri nonché assessore a Viterbo si collega con Myrta Merlino a L'aria che tira, su La7, a poche ore dallo sfregio del presidente Anpi che ha pensato bene di negargli la stretta di mano in piazza durante le celebrazioni del 25 Aprile.

Sgarbi è dolorante sia fisicamente per un ascesso al dente («Ho dolori dappertutto») sia moralmente, amareggiato per la mancanza di rispetto del rappresentante dei partigiani. «Loro sono convinti di essere migliori di noi, è un atteggiamento sostanzialmente razzistico». Le immagini riproposte dalla regia, con Sgarbi impietrito per qualche secondo, in attesa di una stretta di mano che non arriva, ballano tra lo sconcertante, il surreale e l’involontariamente comico, vista la faccia truce del presidente.

 

«C’è questa superiorità morale, l’antifascismo è di tutto. Ma ormai cosa vuoi...», scuote il capo Vittorio. Che si ravviva di fronte a Dino Giarrusso. «Non credi che La Russa dovrebbe non tenere sul comodino il busto di Mussolini e anzi fare un gesto futurista di quelli che piacciono a te, buttarlo nel cesso e dire “Mussolini è stato un dittatore criminale”?». All’ex 5 Stelle (respinto dal Pd), Sgarbi replica secco: «Tu sei troppo intelligente perché io non ti maltratti. Le cose, le statue, Caligola, Nerone... raccontano una storia di cui non sono più responsabili. In una casa ognuno tiene quello che vuole, e i nostalgici non sono pericolosi in quanto nostalgici. E uno dei capolavori del 900 è un busto del Duce di Wildt...». Ma qua si vola troppo, troppo alto rispetto alle beghette di casa nostra. 

 

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