Sono passati più di quindici giorni dalla morte del giornalista Daniele Compatangelo, ma la sua famiglia non è ancora riuscita a riportarne la salma in Italia. Il corpo si trova ancora a Washington, nella cella frigorifera di un ospedale, in attesa di ulteriori accertamenti autoptici. Un primo esame è già stato effettuato dalle autorità ospedaliere statunitensi, ma non è stato ritenuto sufficiente. Per questo, a oltre due settimane dal decesso, il rimpatrio resta bloccato.
Compatangelo era collaboratore dagli Stati Uniti per La7, emittente per la quale seguiva la Casa Bianca e il presidente Donald Trump. In passato aveva lavorato anche con Rai e Sky. Proprio una telefonata con il presidente americano gli aveva consentito di ottenere uno scoop destinato a fare il giro del mondo. Trump gli aveva infatti raccontato che, durante il G7 di Evian, “Giorgia Meloni mi ha implorato di fare una foto con lei, mi ha fatto pena”. Dichiarazioni che hanno avuto ripercussioni nei rapporti tra Palazzo Chigi e la Casa Bianca. Molto conosciuto tra i cronisti stranieri negli Stati Uniti, Compatangelo aveva fondato ed era presidente dell'Associazione dei corrispondenti dalla Casa Bianca. La sua morte, avvenuta il 20 luglio scorso in seguito a un malore durante la notte nella sua abitazione in Virginia, ha colpito profondamente amici e colleghi, in particolare quelli di La7, con cui collaborava quotidianamente per il Tg diretto da Enrico Mentana, L'Aria che tira di David Parenzo e In Onda di Luca Telese e Marianna Aprile.
Daniele Compatangelo, la scena in tv pochi giorni prima di morire: "Strappa l'erba e falla vedere"
Daniele Compatangelo, giornalista italiano e corrispondente da Washington per La7, è stato trovato morto nella su...Nel frattempo l'Associazione Stampa Subalpina ha avviato una raccolta fondi per sostenere economicamente la famiglia nelle spese necessarie al trasporto della salma in Italia. All'iniziativa ha aderito anche La7. La madre del giornalista, Renata Freccero, dichiara: “Noi non abbiamo chiesto nulla a nessuno. Ora il nostro problema è riportare Daniele in Italia. Non riusciamo a capire il motivo per cui le autorità Usa trattengono ancora il suo corpo. Vogliamo solamente portarlo a casa al più presto, è passato fin troppo tempo”. A causa del ritardo nel rimpatrio della salma, infatti, non è ancora stata fissata una data per i funerali.




