Jannik Sinner arriva a Roma da dominatore del circuito, fresco del trionfo di Madrid e del quarto Masters 1000 consecutivo conquistato in stagione. Ma alla vigilia degli Internazionali d’Italia il numero uno del mondo ha voluto parlare soprattutto di sé stesso, della sua vita fuori dal campo e dell’immagine spesso troppo rigida che viene costruita attorno alla sua figura.
Tutto nasce dalle parole di Adriano Panatta, che nei giorni scorsi aveva raccontato le differenze caratteriali tra Sinner e Carlos Alcaraz. L’ex campione romano aveva definito l’azzurro un perfezionista assoluto, capace di lavorare ogni giorno sui propri limiti, lasciando però intendere che dietro tanta disciplina ci fosse comunque un ragazzo felice. “Altrimenti sarebbe un santo o un martire”, aveva detto Panatta.
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Sono passati già 50 anni, ma nessuno ha dimenticato quel favoloso 1976 in cui Adriano Panatta vinse prima agli In...E proprio su questo tema Sinner ha scelto di rispondere con sincerità e anche con un sorriso. “Certo che mi diverto”, ha spiegato davanti ai giornalisti. “Alla fine sto facendo tutto il possibile per diventare la miglior versione di me stesso come tennista. Ci sono sacrifici e momenti in cui devi fare delle scelte, però è sempre stata questa la mia mentalità”.
Poi il passaggio più personale, quasi liberatorio: “Sono d’accordo sul fatto che si vive una volta sola. Ho 24 anni e voglio divertirmi anch’io. Solo che magari il mio divertimento si vede meno”. Una frase accompagnata da una risata, mentre in sala stampa scattava l’applauso divertito dei presenti.
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Gli Internazionali d’Italia si avvicinano e, mai come quest’anno, l’attesa ruota tutta attorno a Janni...Sinner ha raccontato di aver passato i giorni di pausa tra golf e partite a calcio con gli amici, lontano dalla pressione del circuito. “Ognuno si diverte a modo suo”, ha aggiunto. “Non c’è una regola”. Parole semplici, ma che raccontano bene il volto umano del campione più forte del momento.




