Le gambe di Jannik Sinner diventano il vero punto di svolta nel racconto di Juan Manuel Cerundolo dopo il match del Roland Garros, una partita che per larghi tratti sembrava già indirizzata e che invece si è completamente ribaltata nel momento in cui è cambiata la condizione fisica dell’azzurro. Fino a quel passaggio, infatti, l’inerzia era tutta dalla parte del numero uno del mondo. Sinner dettava il ritmo, comandava gli scambi e dava l’impressione di avere la situazione sotto controllo. Poi qualcosa si è incrinato e la partita ha preso un’altra direzione.
È proprio qui che il racconto di Cerundolo si fa più preciso, quasi chirurgico nel ricostruire i segnali colti in campo: “Ho visto che non era più fluido negli spostamenti — ha spiegato l’argentino — le gambe non rispondevano più allo stesso modo”. Sensazioni che, nel giro di pochi game, si sono trasformate in convinzione. Il crollo è avvenuto soprattutto negli spostamenti laterali e nella tenuta degli scambi più lunghi: “Si muoveva come se avesse i crampi”, ha raccontato, nonostante prima dell’ingresso in campo Sinner fosse particolarmente concentrato sulla preparazione fisica: “Sembrava molto attento al suo corpo — ha ricordato — come se stesse già gestendo qualcosa”.
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No, Jannik Sinner non ha mai preso parte alla Laver Cup, anche se alla competizione ormai da tempo prendono parte tennis...Con il passare del tempo in campo, la sensazione è diventata sempre più evidente: meno esplosività, meno continuità, più difficoltà nel recuperare le posizioni. “Lì ho capito che poteva esserci una possibilità — ha ammesso l’argentino, pur chiarendo — non ho mai pensato davvero di aver vinto fino all’ultimo punto”. Resta così l’immagine di un match cambiato da una condizione fisica improvvisamente diversa, che ha aperto spazio alla rimonta e reso incerto un incontro che fino a quel momento sembrava già scritto.




