Non ce l'ha fatta, Igor Protti: a 58 anni l'ex attaccante di Livorno e Bari, tra le tante squadre di cui ha vestito la maglia, è morto dopo una battaglia contro un tumore. A darne la notizia, sulla sua pagina Instagram, è stata la famiglia.
"Con immenso dolore la famiglia comunica che Igor stanotte ci ha lasciati. Ha voluto lasciarvi questo saluto che come da sue volontà condividiamo: 'Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale. Difficile provare parole che possano spiegarlo, l'unica cosa che posso fare è ringraziare la mia grande e meravigliosa famiglia che ho adorato. Tutte le persone che mi hanno voluto bene e che mi sono state vicino, tutti i tifosi delle squadre nelle quali ho giocato per l’affetto e l’amore sempre dimostratomi e totalmente ricambiato. Sperando che sia un arrivederci e non un addio'. Per chi volesse porgere l’ultimo saluto dalle 15 di oggi si troverà presso la stanza del commiato Frongillo al cimitero di Cecina, Via della Rimembranza".
Nato a Rimini nel 1967, Protti è diventato negli tra fine anni Ottanta e metà anni Duemila uno dei più amati "bomber di provincia" del calcio italiano.
Esploso ventenne tra Livorno e Virescit Bergamo in C1, ha poi fatto il salto in Serie B con il Messina. Quindi il Bari, una grande storia d'amore fatta di reti (anche al servizio dei compagni di reparto Tovalieri e Kenneth Andersson). Nel 1996 diventa capocannoniere della Serie A, nonostante la retrocessione dei biancorossi (caso unico nella storia del nostro pallone). Il salto in due piazze prestigiose, come Lazio e Napoli a trent'anni, per poi tornare a Livorno, il suo grande amore. Ha trascinato i labronici dalla C1 alla Serie A, formando con Cristiano Lucarelli una delle coppie offensive più iconiche degli anni Duemila. Il canto del cigno nel 2004/05, con il Livorno salvo nella massima serie.
Dal 2025 stava lottando contro un tumore al colon, particolarmente aggressivo. Non ha mai nascosto le sue condizioni di salute, e anzi ha spesso condiviso sui social aggiornamenti e pensieri. Commoventi i suoi saluti ai tifosi. Solo tre settimane fa, ha accompagnato la figlia all'altare. Sorridente, anche se fisicamente provato e sorretto. Una immagine straziante, ma di una forza estrema.




