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"Cpr, l'Albania prende le distanze da Meloni"? Il Pd si fa umiliare da Tirana

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martedì 12 maggio 2026
"Cpr, l'Albania prende le distanze da Meloni"? Il Pd si fa umiliare da Tirana

4' di lettura

Come al solito, la sinistra è assolta per non aver compreso il fatto. E chissà come mai ci sono sempre di mezzo i grillini. L'Albania non estenderà l'accordo sull'immigrazione con l'Italia oltre il 2030, anche perché conta a quel punto di essere membro dell'Unione Europea. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri albanese Ferit Hoxha in un'intervista a Euractiv. "Innanzitutto, l'accordo ha una durata di cinque anni e non sono sicuro che ci sarà un rinnovo. In secondo luogo, non ci sarà alcun rinnovo perché saremo membri dell'Unione Europea", ha affermato. "Tutti hanno fatto lo stesso calcolo", ha aggiunto riferendosi alla scadenza del 2030. "Una volta che l'Albania entrerà a far parte dell'Ue, non sarà più territorio extraterritoriale, ma territorio Ue'.  

Euractiv, media europeo specializzato nelle politiche Ue, ricorda che l'Italia usa le due strutture di Gjadër e Shëngjin come centri di detenzione per i migranti a cui è stato negato l'asilo nel Paese. E inquadra l'intesa in un tentativo più ampio da parte dei governi europei di spostare la presenza fisica dei migranti al di fuori dei propri confini. L'accordo con l'Italia è stato ratificato a inizio 2024 e per proseguire dopo 2029, servirà una proroga pochi mesi prima della scadenza fissata dall'Albania per l'adesione all'Unione Europea.

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Come detto, però, i grillini attaccano il governo Meloni senza aver letto le dichiarazioni dei leader albanesi. "Il ministro degli esteri albanese ha di fatto confermato e certificato il fallimento del protocollo Albania voluto da Giorgia Meloni - ha spiegato il deputato Alfonso Colucci, capogruppo M5S nella commissione Affari Costituzionali della Camera -. Il ministro ha detto che certamente l'accordo non verrà esteso oltre il 2030 e che non è nemmeno sicuro il suo rinnovo alla scadenza del primo quinquennio. A questo punto è definitivo lo spreco di quasi un miliardo per un progetto che è nato e continua a vivere in un fallimento perenne, con qualche decina di migranti portati lì dai cpr italiani - che non hanno alcun problema di capienza - tanto per far vedere che i centri non sono del tutto vuoti. Parliamo di una messa in scena, di una buffonata che offende le istituzioni italiane e albanesi e soprattutto i cittadini che hanno pagato un conto salatissimo. Altro che modello per l'Europa, le politiche migratorie del governo Meloni sono il manuale di quello che un buon governo non dovrebbe fare". 

Ancor peggio il Pd. “Siamo ormai al ridicolo - ha detto Enzo Amendola, capogruppo del Pd in commissione Esteri della Camera -. Quelli che Giorgia Meloni e la destra avevano raccontato come un modello per l’Unione Europea sono diventati lo scarto delle politiche migratorie, da cui persino l’Albania oggi prende le distanze. Le parole del ministro degli Esteri albanese Ferit Hoxha — ‘non ci sarà alcun rinnovo’ dell’accordo oltre il 2030 — certificano il fallimento politico di un progetto nato male e andato peggio. Altro che modello che funziona: i centri in Albania sono un imbarazzante e gigantesco spreco di risorse pubbliche, costruito sulla propaganda e naufragato nella realtà”. Insomma, per il piddino l'Albania "prende le distanze" dai centri. Ma quando mai? La questione riguarda esclusivamente l'eventuale ingresso di Tirana nella Ue. Al Nazareno, probabilmente, non lo hanno compreso...

La sinistra, poi, è stata smentita dal diretto interessato. La dichiarazione a Euractiv "non deve in alcun modo essere interpretata come un cambiamento della posizione dell'Albania" riguardo al protocollo d'intesa con l'Italia sui centri di rimpatrio per migranti. Lo chiarisce lo stesso ministro degli Esteri albanese Ferit Hoxha in un post sui social, specificando che l'incertezza da lui espressa riguardo al rinnovo del protocollo al 2030 era relativa al possibile ingresso del proprio Paese nell'Ue. Non si tratta dunque di una decisione, sottolinea, ma di un "pensare ad alta voce e farlo con franchezza".

"Una utile precisazione: un giornalista a Bruxelles mi ha chiesto se il protocollo tra Albania e Italia sarebbe stato rinnovato dopo la scadenza del periodo iniziale di cinque anni. Ho risposto dicendo: 'Non ne sono certo, supponendo che l'Albania a quel punto sarà uno Stato membro dell'Unione europea e la situazione sarà quindi diversa'. Così, semplicemente. Non è una decisione, è solo un pensare ad alta voce e farlo con franchezza. Questa dichiarazione non deve in alcun modo essere interpretata come un cambiamento della posizione dell'Albania riguardo al protocollo", ha scritto Hoxha. "Sfortunatamente, nel mondo di oggi, il rumore spesso viaggia più velocemente dell'argomentazione, della logica e del contesto. Frasi isolate vengono troppo spesso trasformate in narrazioni che non riflettono né la sostanza della discussione né la posizione effettiva dei governi", ha concluso il capo della diplomazia albanese.

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