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Trieste, scandalo a scuola: bambini scalzi e bendati "per vivere da migranti"

di Francesco Storacesabato 16 maggio 2026
Trieste, scandalo a scuola: bambini scalzi e bendati "per vivere da migranti"

3' di lettura

Una volta erano i volontari dell’associazionismo a «darsi da fare» per i clandestini. A Trieste non hanno trovato di meglio che utilizzare bambini. È l’immagine usata per colpire i cittadini con solidarietà fasulla. Li incamminano sulla rotta balcanica, scalzi, bendati, «così fuggiamo alla polizia», e poi li adoperano come camerieri per servire i pasti ai migranti. Non è un film, non è una scena di fantasia, ma l’incredibile realtà su cui parlamentari della Lega, Barabotti e di FdI, Giovine, hanno già deciso di interrogare il ministro Valditara per il coinvolgimento della scuola frequentata dai ragazzini utilizzati per una specie di esperimento sociale. Si muove anche l’eurodeputata Elena Donazzan, sempre di FdI. E il ministro ha già fatto sapere che ci sarà un’ispezione dell’ufficio scolastico regionale del Veneto. L’istituto è di Marostica, nel vicentino. La vicenda è del 13 maggio, e ha visto in piazza Libertà a Trieste, bambini schierati a distribuire cibo e vestiti a persone in attesa di un documento, con una ragazza che suonava il violino mentre i poliziotti assistevano allo spettacolo. La serata che ha coinvolto due classi quinte della scuola primaria “Arpalice Cuman Pertile” di Marostica era stata annunciata col nome “Fornelli Resistenti” nell'ambito di una gita scolastica di due giorni nel capoluogo giuliano. L’iniziativa si svolge da tre anni a cura dell’associazione “Linea d’Ombra” ma conta 65 adesioni in varie parti d’Italia. Gruppi di volontari si organizzano per cucinare e portare cibo ai migranti in transito dalla rotta balcanica — afghani, iracheni, curdi — che attendono in strada il tempo necessario perché la questura accetti la loro domanda di protezione internazionale, prima di proseguire verso il nord Europa.

ROTTA BALCANICA
Ma stavolta hanno coinvolto bambini. A quanto pare, i ragazzini sono stati messi in marcia come i migranti in attesa di entrare in Italia dalla solita rotta balcanica, addirittura scalzi e bendati. Racconta uno di loro nel video pubblicato su Instagram da Barabotti: «Per non farsi individuare dalla polizia», il che non dovrebbe essere esattamente «un valore appreso a scuola», dice il parlamentare della Lega a commento. A fondare “Linea d’ombra”, l’associazione promotrice del progetto, sono stati Lorena Fornasir e suo marito. Che si beccano proteste vibrate anche da Fratelli d’Italia: Giovine ha depositato anche lui un’interrogazione parlamentare sostenendo che gli alunni sarebbero stati coinvolti «in un percorso esperienziale volto a farli immedesimare nel cammino di migranti irregolari costretti a sfuggire ai controlli delle forze dell'ordine». L'europarlamentare Donazzan ha parlato di «deriva ideologica gravissima», di «propaganda politica» e di bambini «utilizzati per veicolare messaggi ideologici». La Fornasir, invece, con riferimento ai migranti, parla di «transitanti», con un linguaggio figlio di una cultura dominante a sinistra. Ma insiste Barabotti con Libero: «Educazione o follia ideologica? Scalzi e bendati per imitare i migranti a piedi sulla rotta balcanica e alla fine servono pure i migranti in questione. A me tutto questo non sembra normale e presenterò un’interrogazione l’ideologia deve stare fuori dalle scuole».

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Intanto arriva già una prima risposta da Valditara: in riferimento alla partecipazione di alcune classi quinte della scuola primaria “Arpalice Cuman Pertile” di Marostica (Vi) ad attività svolte durante una gita didattica a Trieste, l'Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto «ha immediatamente avviato le opportune verifiche sulla vicenda, al fine di accertare le modalità didattiche delle attività disposte e le modalità di svolgimento delle stesse. Il ministero monitorerà con la massima attenzione gli sviluppi della vicenda». E ci sarà eccome da verificare, dice ancora l’on. Barabotti: 1) Perché la scuola se ne è fatta promotrice? 2) Qual è l’insegnante che ha voluto aderire all’iniziativa? 3) E i genitori dei bambini erano correttamente informati? Tutto dovrà essere chiarito. Perché strumentalizzare bambini è davvero pessimo.

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